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Così i 5 Stelle fanno vincere il centrodestra ai ballottaggi

Il centrosinistra ha un elettorato “infedele”, gli elettori del M5s se non hanno il loro candidato al ballottaggio, quando non si astengono, premiano tendenzialmente più il centrodestra. Sono i primi dati che emergono dall’analisi dei flussi elettorali fra il primo e il secondo turno elaborati dall’Istituto Cattaneo in sette città.

Così i 5 Stelle votano il centrodestra ai ballottaggi

Dall’analisi emergono dati interessanti A Genova è stato il sindaco eletto Bucci, infatti, ad avvantaggiarsi maggiormente del voto dei 5 stelle che non si sono astenuti, mentre i voti delle liste di ex 5 stelle (Putti e Cassimatis) sono andati più a Crivello. A Parma Pizzarotti ha vinto con un margine superiore alle previsioni. Questo perché ha preso la gran parte dei voti del centrodestra, ma anche una quota consistente di consensi che al primo turno erano andati a Scarpa. Un comportamento apparentemente incomprensibile, spiegabile soprattutto col peso del ‘voto personale’ legato alle preferenze dei consiglieri che al secondo turno salta. Molto più semplice l’analisi dei flussi a Padova: Giordani ha raccolto i voti del candidato della sinistra Lorenzoni, mentre gli elettori del M5S si sono divisi fra Giordani e Bitonci. Più interessante il caso di Verona dove si fronteggiavano Sboarina (centrodestra) e Bisinella (lista civica).

istituto cattaneo elettori m5s
Istituto Cattaneo, l’analisi sugli elettori M5S (fonte)

 
Qui l’elettorato del centrosinistra si è sostanzialmente diviso fra l’astensione e il voto a Bisinella, mentre quello del M5S ha preferito Sboarina. Mentre Como ha confermato sostanzialmente il dato del primo turno, è interessante invece notare il comportamento degli elettori del centrosinistra ad Asti dove la sfida era fra centrodestra e M5S, che si sono orientati prevalentemente verso Rasero, ma non in maniera compatta, come hanno fatto invece le altre liste civiche verso Cerruti. A L’Aquila, invece, l’elettorato a 5 stelle è stato determinante nella vittoria di Biondi (centrodestra), mentre molti degli elettori di Di Benedetto del primo turno non sono tornati a votare.

I casi di Parma e Genova

In particolare, a Parma l’elettorato del centrosinistra è stato un “po’ infedele”. E al secondo turno Federico Pizzarotti ha incrementato in modo considerevole lo scarto rispetto allo sfindante Paolo Scarpa, dai circa 1.500 voti di vantaggio a più di 10.000. Ad analizzare i flussi elettorali tra primo e secondo turno è stato l’istituto Cattaneo, che ha studiato sette città al voto ieri: oltre a Parma Genova, Padova, Verona, Como, Asti e L’Aquila. A Parma quote di elettori di centrosinistra sono saltati “dalla parte opposta premiando Pizzarotti” oppure non sono tornati alle urne. La spiegazione sarebbe insomma dovuta alle diverse logiche del voto nel primo e nel secondo turno. “Al primo turno è rilevante il peso del ‘voto personale’, delle scelte spinte dal voto di preferenza sollecitato dai candidati consiglieri. Al secondo turno, quando questa motivazione viene meno, una parte di elettori diserta le urne oppure modifica la scelta di voto”. Al di là di questo l’elettorato del centrodestra “in prevalenza confluisce (prevedibilmente) su Pizzarotti mentre quello (di dimensioni molto ridotte) del M5s (Ghirarduzzi) si sposta in prevalenza verso il non-voto”.
ballottaggio risultati genova
A Genova invece al secondo turno l’elettorato di Gianni Crivello ha subito “piccole ma significative perdite”, sia verso l’astensione sia verso il vincitore Marco Bucci. Per quanto riguarda il bacino elettorale M5s, la “maggioranza di questo elettorato confluisce nell’astensione”, spiega il Cattaneo. Tra i due candidati rimasti in lizza però “è Bucci ad avvantaggiarsi maggiormente dal voto dei Cinque Stelle che si sono recati alle urne. Crivello, peraltro, recupera quasi tutto lo svantaggio subito nell’elettorato di Pirondini col vantaggio ottenuto nel bacino degli ex 5 stelle. I recuperi dall’astensione sono scarsamente rilevanti”.