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Di Maio e la realtà parallela in cui il M5S ha vinto in Basilicata

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Ci sono rimaste poche certezze: la prima è che il PD continua a perdere le elezioni. La seconda è che ogni volta che il M5S perde le elezioni in realtà le ha vinte perché “è la prima forza politica”. Al solito se poi ha perso e non riesce a governare è colpa delle “liste civetta”, ovvero delle coalizioni di partiti. Il fatto che il MoVimento 5 Stelle sia al momento al governo grazie ad una coalizione con un altro partito è solo un dettaglio. Del resto loro lo chiamano “contratto”, non inciucio o alleanza.

Il MoVimento 5 Stelle conquista un’altra regione!

E così immancabilmente il M5S ha vinto anche in Basilicata. Il presidente della Regione sarà Vito Bardi, che però non era il candidato del MoVimento ma quello del centrodestra. In questo contesto – dove la Lega (un tempo Lega Nord) triplica i consensi Luigi Di Maio si consola spiegando: «noi abbiamo un simbolo, una lista. E andiamo avanti così». L’esatto contrario di quello che aveva detto all’indomani della sconfitta in Abruzzo quando con un post su Facebook e sul blog aveva aperto alla possibilità di un’alleanza con le liste civiche.

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La novità rispetto alle elezioni regionali abruzzesi è che il vicepremier non ha aspettato a lungo per rivendicare lo straordinario successo del suo partito. A febbraio ci erano volute 48 ore per stanare Di Maio, oggi invece il bisministro si concede meno tempo per riflettere. Anche il tono dei post è diverso. Dopo la sconfitta in Abruzzo Di Maio rifletteva a lungo sul futuro del MoVimento 5 Stelle spiegando che se dopo la Sicilia, il Molise e l’Abruzzo «non siamo riusciti a conquistare una regione» era il momento di affrontare alcuni problemi di fondo che «come capo politico del MoVimento 5 Stelle intendo affrontare».

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Di Maio all’epoca prometteva di presentare – entro poche settimane – delle proposte da sottoporre a consultazioni online per affrontare l’organizzazione nazionale e locale e se decidere se guardare alle liste civiche. Quelle proposte ad oggi – dopo un mese – non sono ancora arrivate. Anzi sembra che Di Maio abbia superato brillantemente la riflessione sulla sconfitta, che non gli è proprio congeniale, per annunciare la vittoria.

Quando Di Maio voleva aprire alle liste civetta

Anche dopo la brutale sconfitta in Sardegna Di Maio spiegava che non era una vera e propria sconfitta perché alle amministrativa il M5S è sempre andato male rispetto alle elezioni politiche (dove invero non ha mai vinto). Invece che interrogarsi sul perché un partito che ormai ha 10 anni non sia ancora riuscito a conquistare la presidenza di una Regione Di Maio spiegava che la sconfitta era dovuta al fatto che «in questi mesi ci siamo messi contro banche e assicurazioni» così come i trivellatori, il gioco d’azzardo e una lunga lista di poteri forti (non da ultimo il cane che gli ha mangiato i compiti).

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In Basilicata la musica non cambia. Di Maio si gode il tracollo del PD e di Forza Italia e spiega che «se andassimo al voto alle elezioni politiche domani potremmo anche rivincere in quella regione, visto che non esisterebbero le miriadi di liste civetta che hanno assorbito centinaia di voti soprattutto nei Comuni di provincia». Nel frattempo nel mondo reale le cose vanno diversamente, quando siamo ad un terzo delle sezioni scrutinate il risultato provvisorio è il seguente: Vito Bardi (centrodestra) è al 42.7%; Carlo Trerotola (centrosinistra) al 33.3%; Antonio Mattia (M5s) al 19.9%. Di Maio immagina che quel 20% del suo candidato possa valere quanto il 42.7% del centrodestra perché chi ha votato per le “liste civetta” non si è accorto che ha votato per il centrodestra. Ma non è così, in mancanza delle liste civiche un elettore di destra voterà un partito di destra e non altro. Invece che annunciare una vittoria che non esiste Di Maio farebbe bene a riflettere sulle motivazioni dell’ennesima sconfitta. C’è già chi parla del fallimento del Reddito di Cittadinanza che in Basilicata non è riuscito ad intercettare e risolvere il problema della povertà.

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