Fact checking

Daniela Aiuto e David Borrelli, i due riciclati del M5S in lista con +Europa

Ci sono alcune strane sorprese tra le liste dei candidati della lista Italia in Comune (il partito fondato dal sindaco di Parma Pizzarotti) e +Europa per le europee. I loro nomi sono David Borrelli e Daniela Aiuto, due Eurodeputati ex M5S che per uno strano caso del destino si trovano oggi a fianco dei liberal-democrstiani del partito di Emma Bonino e Bruno Tabacci. Ci sarebbe da ridere se non fosse che +Europa è pur sempre il partito dove i Radicali sono riusciti a perdere il congresso. Mal comune mezzo gaudio.

David Borrelli, il fedelissimo di Grillo che voleva portare il M5S in ALDE (e poi ci è andato da solo)

Partiamo con il trevigiano David Borrelli, non è un ex qualsiasi. Innanzitutto perché è stato il primo eletto in assoluto con una lista collegata al Blog di Beppe Grillo. Era il 2008 e Borrelli venne eletto consigliere comunale a Treviso, sua città natale. Successivamente avrebbe tentato la strada della presidenza del Veneto (fallendo) e nel 2014 quella per Bruxelles. Grande amico di Beppe Grillo Borrelli era uno dei soci fondatori di Rousseau (assieme a Max Bugan e a Davide Casaleggio). Nel febbraio 2018 annunciò di aver abbandonato il MoVimento e di avere intenzione di fondare un nuovo soggetto politico. Con le regole del M5S la sua avventura politica sarebbe terminata con la fine del mandato da europarlamentare, avendo raggiunto il limite dei due mandati.

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Prima di lasciare il MoVimento Borrelli era stato protagonista di uno degli episodi più disastrosi ed esilaranti dell’esperienza europea del partito: quel tentativo spostare il M5S da EFDD, il gruppo Europa della Libertà e della Democrazia Diretta fondato assieme a Nigel Farage dello UKIP, ad ALDE, il gruppo dei liberali europei di Guy Verhofstadt. Impresa fallita perché la richiesta di adesione venne rigettata da ALDE anche se Borrelli disse che era tutta colpa della “fuga di notizie” che aveva costretto il M5S a tornare sui suoi passi.

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Certo che risentire oggi Borrelli che si scaglia contro CETA e TTIP fa sorridere, visto che +Europa non è contro. Anche rileggere i post in cui Borrelli accusava il CETA di non tutelare i prodotti italiani all’estero, in pieno stile pentastellato, danno la misura di quanto si debba cambiare per poter restare in Europa.

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Riguardo all’euroscetticismo del M5S Borrelli – che è stato 13 anni nel MoVimento – in un’intervista a Repubblica pubblicata due giorni fa cerca di coniugare il suo presente con il suo passato: «Non siamo mai stati per l’uscita dall’Europa. C’erano delle criticità sull’euro, vero, volevamo un referendum per far decidere i cittadini». Il che non è esattamente quello che hanno detto di voler fare i pentastellati in questi anni, visto che il referendum era per uscire dall’euro e il M5S ha fatto campagna per uscire dall’euro (dal famoso video di Paola Taverna fino all’imbarazzo di Laura Castelli). Borrelli poi dice che «gli eletti una volta in Parlamento europeo non si sono mai  contraddistinti per essere euroscettici». Ma intende a parte il fatto di aver fatto un gruppo con uno dei parlamentari più euroscettici di tutto l’emiciclo?

 

Daniela Aiuto, la candidata di +Europa che è ancora dentro al gruppo di Farage

Ci sarà anche una nuova chance per Daniela Aiuto, l’europarlamentare che andandosene dal MoVimento criticò Davide Casaleggio e soprattutto la gestione delle esistenze dei portavoce da parte del gruppo comunicazione: «Nel Movimento 5 Stelle gli eletti sono al servizio della comunicazione, e non il contrario. Comunicazione fatta di persone di solito provenienti dalla Casaleggio, o scelte lì. Queste persone sono diventate il gestore delle nostre esistenze, non della comunicazione soltanto. Entrano nelle nostre vite perché possono decidere il successo o l’affossamento mediatico del singolo eletto. Si è arrivati anche a dire a qualche mia collega come doveva truccarsi o vestirsi».

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La Aiuto si era autosospesa dal M5S a causa di un’indagine interna da parte dell’ufficio antifrode dell’Unione Europea sui rimborsi chiesti dalla deputata per alcuni studi che però erano stati copiati da Wikipedia. Nel congedarsi dal partito, e dopo essersi accorta della mancanza di democrazia interna, la Aiuto aveva ringraziato i vertici del MoVimento (gli stessi che la “controllavano”) dichiarando che avrebbe continuato a sostenere i suoi colleghi rimasti dentro al partito di Di Maio e Casaleggio.

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La Aiuto infatti nel congedarsi aveva dichiarato che «nel Movimento ci sono tantissime persone che stimo». Chissà se è per quello – oppure perché in questi sei mesi non ha avuto tempo di aggiornare il sito – che la Aiuto fa ancora parte almeno formalmente del gruppo EFDD. A differenza di Borrelli che dopo l’uscita dal M5S ha aderito al gruppo dei non iscritti e che ora è membro del Gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa (ALDE) la deputata abruzzese fa ancora parte del gruppo degli euroscettici. Il tutto senza evidentemente notare come la sua presenza – anche se ancora solo per qualche settimana – all’interno di EFDD sia in aperta contraddizione con la sua candidatura nelle liste di un partito che si chiama +Europa. Per scoprirlo bisognerebbe chiederlo all’eurodeputata ma soprattutto a coloro che hanno avuto la brillante idea di candidarla.

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L’unica ad avere le idee chiare pare essere proprio la Aiuto che su Facebook ha scritto che con Italia in Comune e +Europa porterà avanti «valori e principi che avevano caratterizzato la mia presenza nel M5S» partito che «purtroppo si è involuto e non mi ci sono più riconosciuta». Insomma non è lei ad aver cambiato strada ma il MoVimento 5 Stelle che ha abbandonato i vecchi valori. Una dichiarazione che lascia ancora più perplessi di fronte alla decisione di candidarsi in una lista assieme a +Europa un partito che coni valori “originari” del M5S non ha mai avuto nulla a che fare.

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Oggi sui profili social della Aiuto campeggiano i loghi di +Europa, Italia in Comune e quello del PDE, il gruppo co-presieduto da Francesco Rutelli. Ma fa sorridere come fino a poco più di un anno fa la Aiuto rilanciasse le bufale sul governo che paga gli scafisti e scrivesse cose come “Travaglio in 107 secondi asfalta Emma Bonino, una donna da decenni in politica e radicale nel servire chi è di turno al potere“. Chissà, forse anche quel post gliel’aveva scritto lo staff della comunicazione. Certo che stona parecchio con la sua candidatura per il partito di Emma Bonino. Speriamo almeno le abbia mandato un bigliettino di scuse.

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