Politica

Cosa è vietato fare dal 18 maggio al 3 giugno

I divieti ancora in vigore dopo il 3 giugno. Al ristorante massimo sei persone sedute allo stesso tavolo. E al mare niente sport di gruppo né balli sulla spiaggia

coronavirus è il momento di uscire dal lockdown

Anche se il 18 maggio è la data più importante della fase 2, molte attività restano vietate in tutte le regioni, anche in quelle che sono partite per guadagnarsi l’autonomia come la Lombardia e in quelle più perplesse come il Piemonte. E così mentre si contano le caratteristiche diversificate nella riapertura differenziata e si mantiene comunque un’alta soglia di attenzione in Umbria, Molise e Lombardia, l’elenco dei divieti che restano validi rimane molto lungo. Repubblica li mette in fila oggi:

Sono ancora molte le cose che per i prossimi mesi non potremo fare. Gesti quotidiani, a cominciare dal banale saluto con un bacio o dalla stretta di mano, abitudini consolidate di una vita, svaghi, passatempi. Rinunce affidate al senso di responsabilità di ciascuno di noi e non certo alla capillarità dei controlli che pure continueranno ad esserci soprattutto per stroncare sul nascere quelli che ormai ci siamo abituati a chiamare assembramenti. Le distanze dovremo mantenerle anche a casa nostra.

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Cosa riapre dal 18 maggio regione per regione (La Repubblica, 17 maggio 2020)

Feste, riunioni, pranzi e cene con tante persone (amici o parenti non cambia nulla) restano assolutamente vietati. Ci si potrà incontrare con chi si vuole, prendere caffè, aperitivi, mangiare insieme, l’importante è che si sia in pochi e si rimanga sempre a distanza di sicurezza. Addio anche alle tavolate in pizzeria con gli amici, anche perché difficilmente nei ristoranti si riuscirà a stare nello stesso tavolo in più di 4, massimo 6 persone. E sorvegliati speciali saranno i classici ritrovi della movida dove centinaia di persone si ritrovano e stazionano davanti ai locali con un bicchiere in mano. Vietatissimo. La responsabilità della sorveglianza sarà dei sindaci: se non si riuscirà a evitare pericolose folle, piazze, parchi, spiagge potranno essere chiuse.

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Anche al mare dovremo rinunciare a vecchie abitudini: niente comitive di ragazzi con i teli attaccati l’uno all’altro, niente balli, giochi, sport di gruppo sugli arenili. E niente caffè e aperitivi al banco dei chiringuiti: le consumazioni negli stabilimenti ce le porteranno sotto l’ombrellone, ognuno sotto il suo, a distanza naturalmente. E le notti estive quest’anno saranno più spente: niente discoteche, concerti, raduni, eventi.

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E infine: se vogliamo andare dal parrucchiere bisognerà prenotare e decidere prima che trattamento vogliamo fare e giornali e riviste non potremo sfogliarne più. Quando torneremo in palestra ci toccherà fare attività solitaria in sala e niente lezioni di gruppo. Chi faceva sport di squadra, dal basket al calcio alla pallavolo o di contatto come le arti marziali pensi ad altro.

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