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Bonafede, Fraccaro, Spadafora e Carelli: i quattro nuovi candidati premier del “governo del cambiamento”

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Continuano ad avvicendarsi le indiscrezioni sul nome del possibile Presidente del Consiglio di un governo M5S-Lega. In queste ore, ma già domani le cose saranno diverse, circola l’ipotesi che il nuovo esecutivo possa essere guidato da un esponente del MoVimento 5 Stelle. Non sarebbe però il Capo Politico nonché candidato premier Luigi Di Maio il quale invece dovrebbe presiedere – come Matteo Salvini – un ministero di peso e ricoprire l’incarico di vicepremier. Stando alle voci che circolano nel Palazzo in queste ore, due nomi nelle file grilline sarebbero in pole per la premiership. Si tratterebbe di due fedelissimi del Capo: Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede.

Alfonso Bonafede, il consulente legale dei Free-Vax che aveva sfidato Renzi alle amministrative

I due erano per altro già stati indicati da Di Maio nella lista dei ministri “supercompetenti” inviata via mail al Quirinale poco prima del voto del 4 marzo. Entrambi hanno ricoperto ruoli importanti in seno al M5S durante la scorsa legislatura in qualità di responsabili agli enti locali, ovvero l’anello di congiunzione tra la leadership pentastellata e gli – spesso recalcitranti – portavoce eletti nei Comuni. Alfonso Bonafede era stato designato durante la campagna elettorale come futuro Ministro della Giustizia e si era scelto di candidarlo all’uninominale (ma con il paracadute del proporzionale) nel collegio di Firenze – Novoli – Peretola dove ha preso il 18,9%. In virtù di questo non certo esaltante risultato Bonafede è stato il “candidato ministro” che aveva preso la percentuale più bassa di voti.

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2010: Bonafede spiegava i pericoli dei vaccini

 

Ma ormai quella lista di ministri patrimonio del Paese, stilata con grande cura e presentata con molta enfasi, non se la ricorda nessuno. Di Bonafede invece è opportuno ricordare un paio di cose. La prima è che l’avvocato Alfonso Bonafede è stato uno dei consulenti legali di AMEV di Firenze, l’associazione “free-vax” che lotta per il riconoscimento dei danni da vaccino presieduta dall’Avvocato Marcello Stanca. Stanca è uno dei più acerrimi nemici della legge Lorenzin e proprio tramite AMEV ha organizzato numerose manifestazioni di genitori “free-vax” nonché ha partecipato alla presentazione del ricorso alla Corte Costituzionale nei confronti della legge sulle vaccinazioni obbligatorie. L’idea di un PdC che ha a lungo collaborato con un’associazione che ritene che l’autismo sia da annoverarsi tra i danni da vaccinazioni non lascia certo ben sperare per il futuro della ricerca scientifica.

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I rendiconti di Bonafede sono fermi a settembre 2017

Un’altra cosa da tenere a mente di Bonafede è lo stipendio. Per anni i 5 Stelle ci hanno fatto una testa così con rendicontazioni, scontrini e stipendi. Se si va a guardare il profilo del Presidente del Consiglio/Ministro della Giustizia in pectore però si nota subito una cosa strana: l’ultima rendicontazione pubblicata risale al mese di settembre 2017. Siamo a maggio 2018 e non c’è traccia delle rendicontazioni restanti (e per la maggior parte dei pentastellati ci si ferma a dicembre dell’anno scorso). A differenza di quanto promesso ad inizio mandato da tutti i pentastellati anche Bonafede incassava uno stipendio netto pari  3.335,08 euro al mese (invece che i 2.500 promessi). Last but not least nel 2009 Bonafede sfidò Renzi per la poltrona di primo cittadino di Firenze. Vinse Renzi e il M5S con poco meno di quattromila voti (2%) rimase fuori dal Consiglio Comunale. Se le voci venissero confermate finalmente Bonafede potrà prendere il posto di Renzi, non più a Palazzo Vecchio ma a Palazzo Chigi.

Riccardo Fraccaro il proboviro che doveva abolire i vitalizi in quindici giorni

Anche il membro del comitato dei Probiviri – e ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta in pectore – Riccardo Fraccaro non è  riuscito ad espugnare il suo collegio. Poco male perché alla Camera ci è arrivato lo stesso grazie al paracadute.  E  una volta eletto il deputato montebellunese non è rimasto certo con le mani in mano. Incassato il veto della Lega su una sua possibile elezione a Presidente della Camera si è accontentato del ruolo di questore anziano di Montecitorio e si è subito messo al lavoro per abolire i vitalizi. La promessa era di riuscire a farlo in quindici giorni. Ma è passato ormai più di un mese e i vitalizi non sono sono ancora stati ricalcolati (giacché non si può parlare di vera abolizione). Da quando si è scoperto che

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Fraccaro è un esperto di abolizione dei privilegi della casta. Una delle sue lotte – al grido di #nonpagoperlacasta – è stata quella per l’abolizione dell’assistenza sanitaria integrativa per i parlamentari e i loro familiari. Poi però guardando le rendicontazioni su TiRendiconto?? si è scoperto che anche i parlamentari pentastellati ne facevano ampio uso. Ma i 5 Stelle sono fatti così: contestano una cosa ma poi la usano. Come fa la casta. Quale potrebbe essere il primo impegno di Fraccaro a Palazzo Chigi? Ci piace sognare e ne indichiamo uno caro agli elettori grillini: l’approvazione della legge sul conflitto d’interessi. Una proposta di legge c’è già, è stata presentata da Riccardo Fraccaro e necessita unicamente dell’approvazione di Palazzo Madama.

Vincenzo Spadafora, l’ombra di Luigi Di Maio

Se i primi due nomi filtrano da ambienti vicini ai 5 Stelle il terzo invece proviene da quelli leghisti. È  Vincenzo Spadafora, l’uomo “ombra” del Capo Politico del MoVimento. L’indicazione del suo nome, ragionano nel M5S, rischierebbe di spaccare il gruppo. Tant’è che le indiscrezioni sulla sua presenza nella sua squadra di governo – da molti data per scontata – sta creando già parecchi malumori nelle file pentastellate. Spadafora, già Presidente del Comitato Italiano per l’UNICEF è stato nominato nel 2011 da Renato Schifani e Gianfranco Fini (all’epoca presidenti di Senato e Camera) Garante nazionale dell’Infanzia. Per questo motivo per qualche tempo si era fatto il suo nome per un possibile ministero della Famiglia (o un “ministero per la Tutela dei Bambini”), cosa che ha fatto preoccupare il Comitato per la Vita che parlò delle sue “dubbie frequentazioni del passato” (e non è chiaro se il riferimento fosse ai legami con la famiglia Balducci) e delle sue aperture verso le adozioni per le coppie omosessuali.

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La sua carriera politica però era iniziata come segretario particolare del mastelliano Andrea Losco ex sindaco DC di Cardito poi presidente della regione Campania. Segue uno spostamento a sinistra quando Spadafora – nato ad Afragola – divenne il segretario particolare di Alfonso Pecoraro Scanio. Il passo successivo è alla corte di Francesco Rutelli, che lo nomina Capo di Gabinetto al Ministero dei Beni Culturali. Dopo l’avventura nel centrodestra Spadafora passò ad Italia Futura di Montezemolo, per approdare infine, grazie all’amicizia che gli lega, al ruolo di Responsabile delle relazioni istituzionali per il Capo Politico del MoVimento 5 Stelle. Proprio con il M5S Spadafora è stato candidato all’uninominale alla Camera nel Collegio 4 di Campania 1 che comprende il Comune di Casoria dove è stato eletto con il 59% delle preferenze.

Emilio Carelli, l’ex direttore di SkyTg24 eletto con il M5S

Ultimo nome della lista è quello di Emilio Carelli che stranamente il M5S presenta sempre come “direttore di SkyTg24” dimenticando di ricordare che dal 1980 al 2003 Carelli ha lavorato per tutte le reti Finivest facendo “una carriera nelle aziende del condannato incandidabile”. Anche Carelli, come tutti i candidati del MoVimento all’uninominale è stato scelto personalmente da Di Maio e quindi gode (in teoria) della fiducia del Capo Politico.

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Emilio Carelli seduto tra Gianluigi Paragone e Lorenzo Fioramonti durante la presentazione dei candidati all’uninominale

Carelli è stato a lungo uno degli uomini delle aziende televisive di Berlusconi. Dal 1986 al 1992 ha condotto con Cesara Buonamici la rubrica settimanale di politica “Parlamento in” trasmessa su Canale 5 e Rete 4. Dopo essere stato nel 1991 vicedirettore di Studio Aperto nel gennaio del 1992 è stato tra i fondatori del TG5, il telegiornale della rete ammiraglia dell’allora Cavaliere del quale è stato vicedirettore e conduttore fino al 2000 (anno in cui la direzione è passata ad Enrico Mentana). In seguito Carelli è stato vicedirettore di TGCom fino al 2003 quando è passato a dirigere SkyTg24. E chissà che il nome del suo vecchio dipendente non sia gradito anche a Silvio Berlusconi.

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