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Angelo Tofalo: il sottosegretario che va alla guerra contro la ministra della Difesa

angelo tofalo

Tutti quelli che prendono in giro Toninelli non conoscono evidentemente Angelo Tofalo. Il G.I. Joe del governo del cambiamento infatti ha già ampiamente dimostrato un coefficiente di comicità involontaria ben superiore a quello del ministro delle Infrastrutture ma essendo meno sotto i riflettori è riuscito finora a passare inosservato.

Le dimissioni di Angelo Tofalo e la guerra con la ministra della Difesa

Nel curriculum dell’attuale sottosegretario alla Difesa ci sono infatti i 2000 euro regalati a una persona accusata di traffico d’armi, le fregnacce sull’11 settembre, il video contro il Cocer e le retromarce sugli F-35. Dall’altroieri però Tofalo può vantare anche altro: mentre il MoVimento 5 Stelle perdeva sei milioni di voti e il Capo Politico Luigi Di Maio era in difficoltà, ha deciso di aprire un altro fronte con la “sua” ministra della Difesa Elisabetta Trenta su Facebook:

Ho cercato per un anno di stare accanto al Ministro Trenta e di spiegarle che il nemico non è Salvini, o chissà chi altro, ma chi, all’interno dell’apparato, vuole continuare ad agire senza l’indirizzo ed il controllo politico. Purtroppo, consigliata male, ha deciso di fare valutazioni diverse.

Ad oggi, dopo un anno da Sottosegretario, gran parte delle informazioni che ricevo per svolgere il mio lavoro non vengono dagli uffici preposti a coordinare le figure di vertice ma da tutte le persone, e vi assicuro che sono tante, che mi hanno riconosciuto come un ragazzo dai valori ben saldi, una persona seria e appassionata che lavora per il bene del Paese. Così però è troppo faticoso. Stiamo correndo questa “maratona” con le mani legate dietro la schiena, masochisti come solo noi sappiamo essere. E dove si discute di queste cose? Dove sono i luoghi adibiti alla costruzione di pensieri più complessi?

angelo tofalo

Per avere la fiducia degli uomini che oggi mi aiutano a ricevere in tempo zero le informazioni utili a svolgere il mio incessante lavoro ho fatto di tutto! Lanci con il paracadute, voli in aereo, vestizioni e prove degli equipaggiamenti, perlustrazioni nei boschi con i nostri uomini, viaggi in sottomarino, convegni e riunioni su riunioni, anche notturne. E approfitto per ringraziare chi ha capito che sono solo uno strumento per riorganizzare e migliorare settori delicati.

L’attacco alla ministra della Difesa

Tofalo, con un guizzo di intelligenza politica che è seconda solo al suo fiuto nello scegliersi i collaboratori, ha così la splendida idea di attaccare la ministra che cerca di frenare lo strapotere di Salvini, ovvero – ma questo evidentemente ancora non è chiaro al sottosegretario – colui che ha causato l’emorragia di voti del M5S. La ministra non ha replicato, mentre le agenzie di stampa hanno diffuso lanci in cui fonti M5S hanno preso le distanze parlando «frasi gravissime» e «di una iniziativa personale del sottosegretario, che ci ha sorpreso e che non rappresenta in alcun modo la posizione dei vertici del Movimento, tanto meno degli eletti in parlamento».

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Ma il Corriere oggi annuncia che non è finita qui: a breve, se Tofalo non rassegnerà le dimissioni come lui stesso aveva annunciato nel corso dell’ultima assemblea dei parlamentari pentastellati, gli saranno ritiratele deleghe.   «Le sue dimissioni non sono formali, deciderà il premier Conte», dice invece Di Maio.

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