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Andrea Mazzillo e il complotto contro il suo piano per gli sgomberi

C’era un «piano per superare il disagio abitativo» nella delibera di Giunta approvata il 25 luglio. Andrea Mazzillo, ex assessore al Bilancio cacciato in malo modo da Virginia Raggi, sostiene che dentro c’era «tutto, dalle linee guida alla fase transitoria per gestire l’emergenza». Ma, sostiene Mazzillo, non è stato applicato perché c’è un complotto contro di lui: «Devo pensare che non abbiano voluto dare visibilità al mio lavoro, svolto a tempo di record, per non rendermene merito».

Il complotto del piano contro Mazzillo

Le dichiarazioni che l’ex assessore al bilancio rilascia a Maria Egizia Fiaschetti sul Corriere della Sera sono complottistiche, come è d’abitudine per ogni grillino, ma anche fantasiose: «Se ci fossi stato io avrei fatto presente che il Comune aveva già avviato un percorso. L’edificio era occupato da quattro anni, si sarebbe potuto aspettare ancora un po’ e trovare una soluzione condivisa senza dover intervenire con la forza». Il piano infatti prevedeva «Il censimento di aree e immobili comunali per iniziative di autorecupero, il frazionamento di alloggi di edilizia popolare e l’uso di beni confiscati». Ovvero, tutte faccende e questioni che sarebbero state propedeutiche a un intervento posticipato, ma non è stata la sindaca a scegliere le tempistiche dell’intervento, bensì il ministero dell’Interno.
andrea mazzillo assessore bilancio-1
Sostiene infatti Mazzillo che “si sarebbe potuto aspettare ancora un po’”, ma il problema è che non ha deciso la Giunta Raggi quando intervenire. Di più: il piano, pronto il 25 luglio come dice Mazzillo, in realtà avrebbe dovuto essere licenziato molto tempo fa per avere la possibilità di applicarlo, visto che prevedeva censimenti e autorecuperi che non si fanno certo in una sola notte. L’ex assessore al Bilancio, d’altro canto, non ha mai risolto il problema del Rialto Occupato quando era in carica e a scrivere piani sono capaci tutti: è la loro attuazione che distingue il politico lungimirante da quello con il dente avvelenato per essere stato cacciato.

Assessore e gentiluomo

L’intervista rilasciata al Corriere della Sera poi continua con altre accuse un po’ alla cieca nei confronti della sindaca – che sta gestendo da par suo, ovvero per niente, l’emergenza abitativa – mentre Mazzillo, come Berdini e Muraro, sembra volersi candidare al posto di ex rancoroso che nota i difetti della sindaca dopo aver passato molto tempo in giunta a negarne l’esistenza e a incensarla:

«Le politiche abitative non sono mai state nell’agenda della sindaca: per mesi non c’è stato un assessore, io ho assunto la delega a maggio».
Dopo essere stato silurato, qual è il suo rapporto con il Movimento?
«Continuo a lavorare con gli attivisti, non possiamo chiuderci nei palazzi».
Sta pensando di candidarsi alle regionali?
«Perché no? Sui grandi temi si può fare molto anche lì».
Si presenterà con lo stesso simbolo?
«Non c’è alcun motivo per cui debba formare un’altra lista. Sono stato tra i primi a lavorare con i meetup e voglio restare in partita».

andrea mazzillo in onda 1
Insomma, Mazzillo ha il sogno di candidarsi alle elezioni regionali probabilmente insieme a Roberta Lombardi, che vorrebbe fare la governatrice della Regione Lazio.

Con la sindaca vi siete lasciati malissimo.
«Sono stato trattato in modo ignobile, la sera prima ci siamo salutati augurandoci la buonanotte: poteva dirmelo».
Sul concordato per salvare Atac dal maxi debito, ipotesi che lei ha sempre ritenuto rischiosa, la squadra si gioca molto.
«Se pensano di poter replicare a Roma la ricetta di Livorno immagino che abbiano ponderato la scelta. Io comunque il 7 settembre sarò in piazza del Campidoglio con i sindacati».

Ma il fatto che voglia scendere in piazza con i sindacati, che in ATAC fanno parte del problema e non certo della soluzione, dimostra quanto sia approfondito il suo dissenso politico nei confronti del M5S.