Economia

Il grande sciopero di ATAC

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Dopo gli annunci e le smentite sul concordato preventivo e la barzelletta sullo stipendio dell’a.d. Carlo Simioni, i sindacati dei trasporti romani annunciano uno sciopero alla riapertura delle scuole. E puntano il dito sul MoVimento 5 Stelle romano e sulle promesse tradite ai lavoratori ATAC. Racconta oggi La Stampa:

Atac, con oltre 11 mila dipendenti in pancia, è l’azienda dei trasporti più grande d’Italia. Un gigante societario malato, di cui si conoscerà il destino da qui a poche settimane. Non è una semplice questione romana. Settembre è un mese cruciale: la sindaca Raggi ha già comunicato ai consiglieri del M5S che sul tavolo c’è solo l’opzione del concordato preventivo ma non ha mai convocato un tavolo con le parti sociali.
I sindacati, tutti, hanno già annunciato uno sciopero alla riapertura delle scuole, quando la città tornerà stracolma di gente. «Bloccheremo Roma», minaccia Eugenio Stanziale, segretario generale Filt-Cgil di Roma e del Lazio.

«Siamo stati sempre contrari a questo tipo di soluzione, che vuole dire affidare il taglio degli stipendi e del personale a un giudice. Se si va avanti così, senza un dialogo, il conflitto diventerà impossibile da contenere. Finora si è solo perso tempo a cambiare i vertici dell’azienda. I 5 Stelle hanno vinto queste elezioni coinvolgendo anche i lavoratori di Atac. Per loro si scatenerà un problema politico, perché si stanno sollevando. Soprattutto nei confronti di Stefàno (presidente commissione Trasporti, ndr) che è uno di quelli che ha fatto più promesse. Hanno dimostrato tutti i difetti della vecchia politica».

Intanto per quanto riguarda l’apertura del fascicolo da parte di ANAC sui tre incarichi (con tre stipendi) dell’a.d., si annuncia una marcia indietro da parte del Campidoglio. Simioni potrebbe conservare soltanto due dei tre incarichi evitando così l’ennesimo scontro con l’autorità.