Q&A

Così gli scienziati dell'Internet vi spiegano i vaccini (e chi se ne frega se ogni tanto muore qualcuno)

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A cosa serve studiare? Solo a farsi venire il fegato cattivo, perdere occasioni di conoscere persone interessanti e a non poter vivere la vita. Da quando c’è Internet studiare è sopravvalutato. Si impara tutto in poco tempo, come in quel famoso film. L’Internet però contiene anche degli errori, alcuni spesso inseriti a bella posta da ciarlatani senza scrupoli. Non è grave non sapere le cose, nessuno sa tutto. Non è grave nemmeno avere opinioni su argomenti di cui si sa poco o nulla: i politici lo fanno per lavoro. Quello che è grave è pensare che quelle opinioni possano essere elevate a sistema.

Nessuna pietà per gli immunodepressi

Oh no, it’s that thread again. Ebbene sì parliamo di nuovo dei nostri eroi preferiti. Quelli che per qualche strana ragione passano il tempo a spiegarci la verità negli articoli dei giornali. Molti giornali ieri hanno pubblicato la lettera aperta di un padre al Presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Per la verità non ci sarebbe stato bisogno di quella lettera. Perché già in passato (ma fu un bambino a farlo) si parlò dei rischi che correvano i bambini immunodepressi in un contesto dove i virus godevano del free-movement grazie ai free-vax.
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Evidentemente è un concetto difficile da comprendere. Anche perché per la prima volta i genitori egoisti si vedono sbattuto in faccia il loro egoismo. Per anni i no-vax – all’epoca si chiamavano ancora così, non me ne vogliano – hanno goduto della possibilità di non dover vaccinare i propri figli senza esporli al rischio di contagio perché la copertura vaccinale era sufficientemente alta. Ma come ad una festa che da “esclusiva” diventa aperta a tutti i nodi sono venuti subito al pettine.
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Perché quei genitori stavano scroccando un passaggio che però era pensato per coloro che non potevano essere vaccinati per ragioni mediche o che erano immunodepressi a causa di malattie oncologiche. Immaginate che tutti inizino a parcheggiare nei parcheggi destinati ai disabili. Oppure che una persona si finga povera per non dover pagare le tasse e finisca pure per ottenere un alloggio popolare l’esenzione dal ticket. Le risorse finanziare, le case popolari e i parcheggi finiscono, e a rimetterci sono i più deboli. Questo è quello che è successo.
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Ora se volete potete credere che sia tutto un complotto delle case farmaceutiche, ma quello che rischiano i bambini immunodepressi è reale. Nessuno vuole uccidere i vostri figli con i vaccini. Anche perché i vaccini non uccidono.
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I free-vax amano presentarsi come persone altruiste. Che non hanno a cuore solo la salute del proprio figlio ma anche di quelli degli altri. Perché se i vaccini sono veleno puro tutti ci guadagniamo dalla libertà di scelta. Balle. Perché quando si tratta di scegliere tra un rischio infinitesimale (vaccinare il proprio figlio) e esporre quello di un’altra persona ad un rischio concreto e mortale non hanno dubbi.
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Certo, quella bambina avrebbe potuto morire per un sacco di altri motivi. Un meteorite ad esempio. Ma ci sono rischi evitabili e rischi non evitabili. Rischiare di prendere il morbillo per l’egoismo di qualcuno non è accettabile. Un paziente oncologico, soprattutto se pediatrico, si espone già a moltissimi rischi. Li accetta per sopravvivere. Non andate a fare la morale ad un genitore di una bambina immunodepressa perché non sapete cosa significhi dover fare la chemio a quattro anni.
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I vaccini servono ai più deboli. Allora se li facciano loro. Chi è sano non ne ha bisogno e non si deve preoccupare dei più sfortunati.
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Ed eccoli qui i nostri scienziati che ci spiegano che l’immunità di gregge è solo una parola inventata. E ci raccontano che i vaccini non sono sicuri perché non sono sperimentati (quando come ogni altro farmaco deve essere sperimentato). Capite perché alcuni politici al movimento free-vax? Non perché sono tanti. Perché se le bevono tutte.

E chi se ne frega se ogni tanto muore qualcuno

Oggi è stata data la notizia di una bambina affetta da una malattia genetica rara morta per morbillo a Roma. Credete che la storia sia cambiata?
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C’è il rispetto e il cordoglio per il lutto. Ma laggente mica si ferma davanti al cadavere di una bambina.
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E no, non è colpa degli immigrati, che vengono vaccinati quando sbarcano. La colpa della diffusione di queste malattie è vostra.
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Ma siamo sicuri che sia davvero morta di morbillo? Magari la colpa è delle carenze delle strutture ospedaliere.
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Geniale, quindi nell’attesa che lo Stato abbia i soldi per risolvere carenze e inefficienze croniche ammaliamoci tutti. Poco importa se la spesa per i vaccini sarebbe di gran lunga inferiore e quindi più abbordabile. La cosa triste è che queste persone accusano la Lorenzin, lo Stato, Big Pharma e le lobbies dei medici di essere senza cuore. Di praticare una sanità fredda, asettica (ehm, forse quello è un bene) non attenta ai bisogni delle persone e soprattutto alle loro paure. Però quando si tratta di dare addosso a bambini malati e ai loro genitori menano senza pietà. Che lavorino per Big Pharma?