Fact checking

La carica dei 102 nello staff della Giunta Raggi (ma la sindaca smentisce)

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C’è il tutore dei gatti randagi, il fisioterapista dell’Ospedale Israelitico, il docente e allenatore di rugby. Tra i collaboratori esterni, i manager presi e poi licenziati, i (rari) funzionari trasferiti da un altro ente pubblico, in un anno e quattro mesi Virginia Raggi ha assunto 102 persone: la carica dei nominati dalla sindaca M5S, di cui avevamo parlato nel giugno scorso e che nel frattempo ha perso qualche individualità con le dimissioni degli assessori, viene indagata con dovizia di particolari da l’Espresso nel numero in edicola questa settimana. La sindaca risponde il giorno dopo con un post su Facebook che pubblichiamo in calce all’articolo e nel quale dice che gli assunti sono invece ad oggi 54.

L’ufficio di collocamento del Campidoglio

Il tutore dei gatti randagi è Edgar Helmut Meyer, nominato nel maggio scorso: tra i suoi compiti c’era quello di «promuovere iniziative a favore dei diritti degli animali» e istituire dei corsi di formazione «per tutor di colonie feline», rivolti ai dipendenti del Comune; il compenso è di 41425 euro ma a suscitare perplessità tra i 5 Stelle è stato soprattutto il fatto di essersi impegnato con il partito animalista di Michela Vittoria Brambilla, anche se a quanto pare non accetterà candidature. Ed è il primo di un lungo elenco:

Il 4 agosto scorso, ad esempio, un medico fisioterapista dell’Ospedale Israelitico, Andrea Pece, è stato assunto (stipendio: 55.158 euro) per favorire la pratica dello sport inteso come «ricerca del benessere fisico», coinvolgendo le società dilettantistiche presenti sul territorio e promuovendo lo sviluppo «di un’impiantistica leggera negli spazi aperti». Qualche mese prima era toccato a Andrea Lijoi, allenatore di rugby e docente di scienze motorie, ingaggiato con una retribuzione di 44.720 euro per aiutare, pure lui, il vice-sindaco Daniele Frongia a convincere i romani a darsi all’attività fisica, «tenuto conto della valenza», dice la delibera, che ha «quale strumento di formazione della persona».

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I compensi più alti nello staff della Giunta Raggi (l’Espresso, 15 ottobre 2017)

Questa è la punta di un iceberg: i collaboratori che lavorano per l’intera giunta o sono assunti negli assessorati sono 85, per un costo complessivo di 5 milioni di euro. Sugli scudi ci sono stati due assessori nel frattempo allontanati: Andrea Mazzillo e Massimo Colomban, con sei assunzioni ciascuno:

Il vice-sindaco Luca Bergamo arriva a quota 7, l’assessore all’ambiente Montanari a 6 (più Meyer). Anche la sindaca, nonostante le difficoltà, non smette di rinforzare la sua squadra, che raggiunge le dodici teste. Lo spettro degli incarichi dei suoi si allarga sempre più: Ghislana Caon segue il Far East (45.177 euro), Massimo Castiglione le pagine Facebook e Twitter (41.078 euro), Rosalba Matassa arriva dal ministero della Salute per guidare la Direzione tutela degli animali (59.600 euro). Diversi stipendi vengono aumentati: Fabrizio Belfiori, assunto tra i primi con poco più di una mancia (1.216 euro l’anno) nel giro di poche settimane riesce a farselo portare a livelli più onorevoli (22.840 euro).

I 102 assunti nello staff di Virginia Raggi

Con l’ordinanza numero 84 del 12 giugno 2017 la Raggi finalmente ha stabilito la “Disciplina per la costituzione degli uffici di diretta collaborazione del Sindaco, del Vice Sindaco e degli Assessori“. Dal documento, di cui abbiamo parlato all’epoca, emergeva che dei 34 membri dello staff della Raggi 18 erano interni (ovvero già dipendenti comunali) e 16 erano esterni a chiamata. Al Vice Sindaco Luca Bergamo ne spettano 22, di cui nove assunti a tempo determinato. Per fare un confronto Marino aveva fissato a 11 il tetto dei collaboratori esterni del suo ufficio e a 7 quello per l’ufficio del Vice Sindaco.

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L’ordinanza della Raggi per le assunzioni dello staff

Altri trenta collaboratori esterni potevano essere assunti dagli Assessori Luca Bergamo, Massimo Colomban, Daniele Frongia, Flavia Marzano e Pinuccia Montanari cui ne spettano sei ciascuno. L’assessore al bilancio Andrea Mazzillo avrebbe potuto 11 collaboratori esterni mentre nove ciascuno spettavano agli assessori Luca Montuori, Laura Baldassarre, Adriano Meloni e Linda Meleo. Si arrivava così al numero di 102 assunti con contratto a tempo determinato. La giunta di Ignazio Marino si era fermata a 90.

L’attivista che diventa collaboratrice della giunta Raggi

L’Espresso racconta però altri casi curiosi, come quello di Margherita Gatta, nel frattempo arrivata alle Infrastrutture dallo staff di Luca Montuori, e delle sue assunzioni successive:

Tra gli attivisti, qualcuno si merita una carriera fulminea: Margherita Gatta, assunta il 28 giugno 2017 dall’assessore all’urbanistica Luca Montuori con uno stipendio di 55.158 euro per aiutarlo nella «pianificazione strategica delle politiche urbanistiche», poche settimane dopo viene promossa assessore alle Infrastrutture.
Anche lei, quando si ritrova in mano i cordoni della borsa, non esita a chiamare persone dall’esterno e per la sua prima assunzione punta su un profilo più qualificato di quanto fosse il suo quando era stata presa da Montuori, assumendo come responsabile dello staff Maria Grazia Lalloni.

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Piccolo dettaglio: il ruolo della neo arrivata Lalloni suona simile a quello vecchio della Gatta quando era una semplice collaboratrice. Pure lei contribuisce alla «definizione della pianificazione strategica delle politiche infrastrutturali». Ma essendo più qualificata, guadagnerà di più (88.728 euro) di quanto facesse la sua nuova capa.

Infine ci sono i recordmen raccontati nella tabella che accompagna l’articolo: qui però si tratta soprattutto di manager che guidano aziende per i quali il compenso è più che giustificato. Il portavoce della sindaca Teodoro Fulgione si attesta oltre i centomila euro. E poi ci sono Eric Sanna (collaboratore Frongia), Paolo Saolini (Frongia), Giuseppe Iacono (Marzano), Francesco Ciro Scotto (Meleo), Leonardo Maria Costanzo (Meloni), Emanuele Montini (Baldassarre), Gabriella Raggi (Montuori), Andrea Tardito (Castiglione), Maria Grazia Lallone (Gatta) che arrivano a 88728 euro lordi l’anno. Saolini è il collaboratore di Frongia che denunciò il ritrovamento di una specie di innesco di un ordigno sotto casa sua: della storia non si seppe più niente ma lì per lì persino il blog di Beppe Grillo si scomodò per gridare all’attentato. Sanna, invece, è invece il collega di Frongia definito l'”amichetto di merende” da Francesca De Vito, sorella di Marcello, all’epoca in cui si lamentava delle troppe assunzioni fiduciarie negli staff del Campidoglio che avevano fatto perdere di vista la diversità del MoVimento 5 Stelle rispetto agli altri. Poi evidentemente ha smesso di crederci anche lei e si è candidata alle Regionarie.
EDIT: Virginia Raggi risponde su Facebook lunedì 16 ottobre all’articolo de l’Espresso:

Vergogna. L’ultimo numero de L’Espresso in cui si parla di “casta del Campidoglio” è indegno. O meglio degno del peggior giornalismo. Quello che non racconta la verità dei fatti ma getta solo fango per screditare a fini politici l’Amministrazione di Roma. Numeri e cifre sballati, disonestà intellettuale, falsità e addirittura curricula di professionisti ridicolizzati. Si vede che la campagna elettorale è iniziata, quindi largo agli attacchi. Ma ora la misura è davvero colma e serve fare chiarezza.
Tralasciando la copertina al limite della blasfemia, si parla di “corte di Virginia” e che “Raggi fa il pieno di collaboratori: 102 in 16 mesi”. Assolutamente falso: i collaboratori della Giunta sono la metà, 54 in tutto. Costo totale: 3,8 milioni di euro e non 5 milioni come riportato. Dov’era L’Espresso quando con l’ex sindaco Alemanno si arrivava a spendere 12 milioni di euro l’anno? Dov’era quando abbiamo ridotto gli sprechi e tagliato poltrone rispetto al passato? Dov’era quando abbiamo licenziato dall’Atac gli assunti di Parentopoli? Non ho visto nessuna copertina dedicata a queste nostre grandi vittorie per i cittadini.

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Ma facciamo un confronto con il passato. L’ex sindaco Ignazio Marino assunse 153 collaboratori mentre nell’ultimo anno e mezzo di mandato Gianni Alemanno ne aveva 158. Noi 54. Ripeto: C.I.N.Q.U.A.N.T.A.Q.U.A.T.T.R.O. Quanto alle spese si passa dai circa 12 milioni di euro del 2012 ai 7 milioni del 2013. Noi 3,8 milioni, un terzo di quanto spendeva Alemanno e la metà rispetto a Marino.
Anche per quanto riguarda le società partecipate abbiamo avviato una riduzione dei costi. In Atac, ad esempio, abbiamo accorpato le cariche di presidente, amministratore delegato e direttore generale in un’unica figura che riceve un compenso di 240mila euro l’anno. È netta la differenza rispetto a quanto avveniva nel 2011 quando i compensi per questi tre ruoli costavano 722mila euro alle tasche dei cittadini. Per non parlare dei 1,4 milioni di euro del 2012 e dei 1,6 milioni di euro del 2013.
Anche in Acea, la multiutility che si occupa di acqua ed energia, c’è stato un cambio di rotta. L’attuale amministratore delegato della società percepisce 232mila euro in meno rispetto al suo predecessore.
Mi chiedo perché l’Espresso racconti una realtà distorta proprio su un’Amministrazione che, per la prima volta dopo decenni, sta portando avanti una seria lotta agli sprechi. Noi abbiamo tagliato poltrone e messo fine agli sperperi ricorrendo solo a quelle professionalità che riteniamo indispensabili per rilanciare Roma e offrire migliori servizi ai cittadini.