La macchina del funky

La rivolta nel M5S Roma dopo il post di Francesca De Vito

francesca de vito

Il post di Francesca De Vito, sorella di Marcello, presidente del Consiglio comunale a Roma, e attivista della prima ora dei grillini nella Capitale, sembra aver smosso ben più di qualcosa all’interno del MoVimento 5 Stelle. Nello status ci sono accuse molto gravi nei confronti degli eletti nel MoVimento:

Che Virginia abbia sentito il bisogno di circondarsi di “persone di fiducia” ci può anche stare ..malgrado alcune scelte lascino il boccone amaro in bocca a molti….che poi però ogni persona di fiducia, compreso Daniele debba circondarsi di “amichetti di merende”…questo diventa inaccettabile!!!!
Nessuno ha mai pensato di arricchirsi con il movimento né tanto meno di fare “piaceri” a qualcuno. …non vi permettete di cominciare voi…non ce lo meritiamo e non se lo merita Roma. Ciò che sta avvenendo è inaccettabile!!…e noi saremo il vostro peggior nemico!!

marcella de vito
Lo status di Francesca De Vito, sorella di Marcello De Vito, su Facebook

Si chiamano in causa anche Alessandro Di Battista e Carla Ruocco, oltre che il direttorio romano (Fabio Massimo Castaldi, Roberta Lombardi, Gianluca Perilli) che avrebbe dovuto accompagnare la sindaca Raggi nelle scelte:

Se questo è l’esempio di ciò che andremo a fare al Governo….mi dispiace Alessandro per tutta la fatica che stai facendo ma preferisco perdere e poter continuare a criticare gli altri piuttosto che vincere e dover ingoiare simili bocconi!!!!
Qui si è firmato un codice di condotta…c’era un Direttorio a “controllare” (Carla) si è voluto aggiungere un mini-direttorio per la doverdosa e giusta “assistenza”.. (Fabio Massimo Roberta Gianluca) si è raggiunto un risultato storico per Roma….bene….che ognuno faccia la propria parte con serietà e rispetto delle “origini” e si cominci a governare!!!!

Intanto la riunione della giunta di Virginia Raggi, prevista inizialmente per ieri, è slittata a oggi: sul tavolo le partecipate e il taglio dei compensi per alcuni esponenti dello staff. Proprio sulle nomine e sui compensi ci sono state, nei giorni scorsi, le polemiche degli attivisti della prima ora: in particolare, per il caso di Salvatore Romeo, capo della segreteria di Raggi con un emolumento da 120 mila euro annui. E adesso sta prendendo forma un’idea: organizzare una megariunione, coordinata dalla stessa De Vito, di tutti i gruppi romani, quelli che un tempo erano i meetup (cioè le cellule da cui ha preso vita M5S) e che oggi sono circoli municipali. Spiega il Corriere:

Un incontro per discutere il «caso Roma», come ormai viene definito da attivisti e militanti che, dopo la straordinaria (anche per dimensioni elettorali) vittoria al Campidoglio si sono trovati a fare i conti con un’altra realtà: gli attivisti della «prima ora», quelli che per anni hanno lavorato nei banchetti tematici o che hanno dato vita al Movimento nei vari quartieri, sono stati messi da parte, lo staff che seguiva i «quattro moschettieri» (erano, all’epoca, Marcello De Vito, Virginia Raggi, Daniele Frongia ed Enrico Stefàno: i quattro consiglieri di opposizione eletti nel 2013 quando vinse Ignazio Marino) quasi del tutto accantonato. E, al loro posto, secondo il sentimento diffuso nella base, una serie di figure che o poco c’entrano con M5S oppure che, pur essendo degli attivisti (come Salvatore Romeo, caposegreteria della sindaca), vengono strapagati.
Il tutto insomma sarebbe stato fatto in barba ai principi fondanti del Movimento, dell’«uno vale uno», della sempre predicata sobrietà negli emolumenti per le figure di staff. E non è una questione di «poltrone», ma come ha scritto la De Vito nel suo post, di «anima». Ecco, per gli attivisti il problema è proprio qui. Che con tutta questa serie di innesti «esterni» (la scelta più contestata, specie all’inizio, è stata quella di Raffaele Marra come vicecapo di gabinetto), con le assunzioni di amici o conoscenti (vedi Eric Sanna, caposegreteria di Frongia, suo ex compagno di stanza all’Istat), con la scarsa trasparenza che regna anche sul sito internet del Comune (dove gli emolumenti dei contratti di staff non sono indicati), il Movimento venda un pezzetto della propria anima, in nome della realpolitik che lo dovrebbe/potrebbe portare alla guida del Paese.

E proprio Eric Sanna, il caposegreteria di Frongia, è l'”amichetto dell’ISTAT” a cui si riferiva la De Vito ieri:

francesca de vito daniele frongia 1
Il commento di risposta della De Vito a Frongia

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