Politica

Ma dov’è finito Di Maio? (A Madrid con la fidanzata)

Dopo l’omicidio di Soleimani e le risposte di Salvini, Meloni e Di Battista in molti si chiedono dov’è Di Maio. La risposta è in questo tweet e in queste foto che ritraggono il ministro degli Esteri all’aeroporto di Madrid con la fidanzata

luigi di maio madrid fidanzata

Dopo l’omicidio di Soleimani e la manifestazione di piazza a Teheran contro gli americani molti politici italiani ci tenevano tantissimo a farci sapere cosa pensavano al riguardo. Alessandro Di Battista, ad esempio, è andato all’attacco del raid degli americani evitando di menzionare i bei tempi in cui diceva che il tizio che l’ha ordinato (un certo Donald Trump) era il miglior presidente americano in politica estera, altro che quel golpista di Obama. Matteo Salvini invece si è schierato anima e còre con The Donald dando un perfetto esempio di sovranismo alle vongole che ha fatto infuriare i fans, mentre Giorgia Meloni se ne è uscita con una dichiarazione di perfetto equilibrismo politico riuscendo nel capolavoro di scrivere uno status senza nominare mai Soleimani. In tutto ciò sono in molti a chiedersi dove sia finito Luigi Di Maio. La risposta è in questo tweet e in queste foto che ritraggono il ministro degli Esteri all’aeroporto di Madrid con la fidanzata.

Di Maio era stato già annunciato in quel di Madrid il 30 dicembre per il Capodanno. La sua pagina facebook non viene aggiornata da 22 ore.

di maio madrid fidanzata

Intanto alle 13,45 di oggi la Farnesina ha mandato una nota stampa sulla situazione:

“Gli ultimi sviluppi della situazione in Iraq sono molto preoccupanti. Negli ultimi giorni abbiamo assistito ad una pericolosa escalation culminata nell’uccisione del Generale iraniano Soleimani”. E’ quanto si legge in una nota della Farnesina. “L’Italia – prosegue il comunicato – lancia un forte appello perché si agisca con moderazione e responsabilità, mantenendo aperti canali di dialogo, evitando atti che possono avere gravi conseguenze sull’intera regione”. Secondo il ministero degli Esteri, pertanto, “nessuno sforzo deve essere risparmiato per assicurare la de-escalation e la stabilita’. Nuovi focolai di tensione non sono nell’interesse di nessuno e rischiano di essere terreno fertile per il terrorismo e l’estremismo violento”.

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