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Salvini va a Medjugorie (ma scappa dalle Sardine)

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Oggi Matteo Salvini ha rilasciato appena una paginata di intervista al Corriere della Sera (la firma è di Cesare Zapperi), visto che le 100 ore in tv trascorse a ottobre evidentemente sembravano poche. Nel lungo colloquio spicca la promessa di incontrare le sardine, che è stata nel frattempo casualmente disattesa a Rimini dove pure aveva promesso un contatto e un confronto:

Ha detto più volte che vorrebbe incontrarli. Finora, però, è solo una promessa.
«Lo farò senz’altro. Sono sempre favorevole al confronto. Basta che dall’altra parte non ci sia solo l’insulto».

Ha preso le distanze dal professore di Fiorenzuola che voleva punire i partecipanti all’iniziativa delle«sardine».
«Senza problemi, ma certo che non appena spunta un insegnante di destra diventa subito un appestato».

A proposito di incontri, nelle ultime settimane si è visto con Liliana Segre e i cardinali Camillo Ruini e Matteo Zuppi. Sta preparando il terreno per Palazzo Chigi?
«Sto studiando e mi sto arricchendo molto dal punto di vista umano, con questi e altri incontri di cui nessuno sa. Ora posso coltivare le relazioni, da ministro dovevo gestire tre emergenze al giorno».

salvini sardine rimini

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Intanto il Capitano si arrabbia con Don Biancalani che fa cantare “Bella ciao” dopo la messa ma è determinato ad andare a Medjugorie:

Infine, lei incontra i cardinali ma ci sono parroci che la contestano.
«Forse c’è un po’ di confusione in giro. Un prete che chiude la messa con Bella ciao non si era mai visto. È un periodo storico strano, questo…».

Anche perché si vede un leader politico che ostenta rosari e invoca la Madonna.
«Guardi, mai nella vita avrei pensato che proprio io, divorziato e peccatore, sarei diventato un punto di riferimento per i cattolici. Ma io credo e non me ne vergogno. Presto andrò a Medjugorje».

Vale la pena ricordare che Medjugorie è stata bocciata dalla chiesa: lo ha detto esplicitamente Papa Francesco nel 2017:

Per Medjugorje è stata fatta una commissione presieduta dal cardinale Ruini, voluta da Benedetto XVI. Ho ricevuto dal cardinale la relazione ed è molto buona. Si devono distinguere tre cose. Sulle prime apparizioni, quando i veggenti erano ragazzi, dice più o meno che si deve continuare a investigare. Sulle presunte apparizioni attuali, la relazione ha i suoi dubbi. Io personalmente sono più cattivo.

Preferisco la Madonna madre, nostra madre, e non la Madonna capo di ufficio telegrafico che tutti i giorni invia un messaggio, questa non è la mamma di Gesù! Queste presunte apparizioni non hanno tanto valore: lo dico come opinione personale, è chiaro. Si distingue tra le apparizioni. C’è chi pensa che la Madonna dica “venite che domani alla tale ora dirò un messaggio a un veggente”, no. Terzo punto, il nocciolo della relazione Ruini: il fatto pastorale, spirituale. Gente che va lì e si converte, incontra Dio, cambia vita. E non c’è la bacchetta magica. Questo fatto pastorale, spirituale, non si può negare».

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