Cultura e scienze

Le cento ore di Salvini in tv

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Il Fatto Quotidiano oggi conta le cento ore di Salvini in tv: in base all’elaborazione dei dati dell’Agcom , il tempo di parola sulle principali 7 reti generaliste nei tg e nei programmi ha avuto questi risultati:

1) Matteo Salvini con 101 ore e 17 minuti;
2) Giuseppe Conte con 90 ore e 33 minuti;
3) Luigi Di Maio con 36 ore e 46 minuti;
4) Nicola Zingaretti con 29 ore e 11 minuti;
5) Giorgia Meloni con 14 ore e 40 minuti.

Il leader leghista non solo supera di ben 11 ore il presidente del Consiglio ma parla oltre il triplo di Di Maio e Zingaretti, i due leader politici della maggioranza di governo.

cento ore salvini tv 1

LE TABELLE dell’Agcom di ottobre attestano ancora una volta il pessimo stato di salute della telepolitica e più in generale dell’informazione tv: nei telegiornali delle sette reti generaliste Salvini ha parlato per 131 minuti, tutti i democratici messi assieme poco più di 90 (di cui 43 Zingaretti); mentre Di Maio ha parlato per 104, Berlusconi per 101 (di cui 84 solo su Mediaset), la Meloni 50, Renzi 49. Nei programmi d’informazione e nei talk Salvini colleziona nell’ultimo mese oltre 13 ore di parlato, seguito da Renzi con 6 ore, meno della metà; la Meloni è a 5 ore e mezzo, Di Maio a poco più di 4. Zingaretti invece è lontanissimo: 2 ore e mezza (di cui 2h e 5’su La7). Non solo. Che l’irrisolta questione televisiva sia una fondamentale questione politica democratica ce lo ricorda la totale faziosità delle reti Mediaset, certificata nel tempo dalle rilevazioni dell’Authority.

Secondo l’articolo di Giandomenico Crapis l’AGCOM e il governo devono affrontare il problema:

Non ci si può esimere, in chiusura, da un’ultima osservazione: ad ottobre Salvini è andato da Vespa, complice il duello con Renzi, per tre settimane di fila, e del resto a Porta a Porta, programma dove nessun altro politico gode della sua visibilità, lui è di casa non da oggi. Insomma ci pare che in tutto ciò non c’è chi non veda un serio problema per lo svolgersi equilibrato del dibattito pubblico: un problema che l’Authority, e se vogliamo anche il governo mettendo mano (sarebbe ora) ad una seria riforma del sistema, devono quanto prima affrontare.

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