Opinioni

La storia di Pierluigi Lopalco candidato con Michele Emiliano

Oggi Massimo Gramellini nella sua rubrica sul Corriere della Sera sfotte Pierluigi Lopalco, epidemiologo e responsabile dell’emergenza Coronavirus in Regione Puglia, dopo che ieri i giornali hanno scritto della possibilità di una sua candidatura a sostegno di Michele Emiliano. Il titolo del pezzo (“Tra Lopalco e realtà”) è copiato da Dagospia, a dimostrazione dell’altissimo livello culturale e di letture degli editorialisti italiani (e vedrete le risate quando citeranno Il Lando! Ahr ahr ahr). Vediamo ora gli argomentoni:

Qualche povero di spirito rinfaccerà al professor Lopalco certe perplessità, poi rientrate, sull’utilità delle mascherine, e quella profezia, fortunatamente sbagliata, sui ragazzi della movida milanese che entro la metà di giugno avrebbero contagiato i loro genitori. Ma si tratta di macchie trascurabili, destinate a sciogliersi sotto i raggi della Scienza. Non date retta agli ultimi fessi come il sottoscritto, i quali pensano che la politica sia un mestiere complicato che va appreso da giovani in apposite scuole di partito e poi affinato per tutta la vita.

Molto meglio affidarsi a chi non ne sa nulla, come stiamo facendo da quasi trent’anni con splendidi risultati. In fondo, nel passaggio dal camice alle istituzioni, i virologi non potranno comportarsi peggio di attori, giornalisti e venditori di bibite. Adesso che Lopalco ha preso il virus, aspettiamoci una pandemia: Zangrillo sindaco di Milano, Ilaria Capua agli Esteri e Burioni al Quirinale tra due corazzieri in mascherina.

Prima di tutto il punto politico: avendo provato in questi anni i politici di professione e poi i cittadini al potere con risultati che sono sotto gli occhi di tutti, forse dare una chance agli scienziati potrebbe non essere una cattiva idea, per lo meno per un ricambio d’aria che in Italia tende a farsi mefitica ogni paio d’anni. In secondo luogo, Gramellini accusa Lopalco di “profezie” sulla movida quando il professore ha già spiegato al suo collega Pigi Battista quella che Lopalco ha illustrato come eventualità (e per fortuna non è stato così, ma il suo compito è quello).

lopalco candidato michele emiliano

In ultimo, andrebbe quantomeno segnalato che ieri Lopalco ha parlato con l’agenzia ANSA della storia della sua candidatura con Michele Emiliano dicendo di non aver ricevuto alcuna offerta concreta:

“Non ho ricevuto nessuna offerta concreta”, così il professore Pierluigi Lopalco, epidemiologo e capo della task force pugliese per l’emergenza Coronavirus, interpellato dall’ANSA, risponde alle voci che lo vorrebbero candidato alle prossime Regionali in Puglia in una lista civica a sostegno dell’attuale governatore, Michele Emiliano. “Se arriverà un’offerta ci rifletterò”, aggiunge. La possibilità che Lopalco possa candidarsi ha provocato la reazione delle opposizioni, in particolare Forza Italia ha criticato il suo eventuale impegno diretto in politica. L’accusa che viene rivolta al professore, e indirettamente a Emiliano, è di voler “sfruttare l’esposizione mediatica” degli ultimi quattro mesi.

Però, siccome le cose bisogna dirle tutte, la candidatura di Lopalco con Emiliano potrebbe aiutare finalmente il presidente della Regione Puglia a capire che dieci vaccini non sono “troppi” al contrario di quanto da lui affermato in frasi senza senso dal punto di vista scientifico, come direbbe l’epidemiologo (per la precisione le vaccinazioni obbligatorie, prima della nuova legge, erano quattro e non tre come ha sostenuto Emiliano: la vaccinazione antidifterica (L. 6 giugno 1939, n° 891); la vaccinazione antipoliomielitica (L. 4 febbraio 1966, n° 51); la  vaccinazione antitetanica (L. 5 marzo 1968, n° 292) e la  vaccinazione antiepatite virale B (L. 27 maggio 1991, n° 165). Erano invece fortemente raccomandate le vaccinazioni contro pertosse, morbillo, parotite, rosolia, infezioni da Haemophilus influenzae tipo b (Hib), antipneumococcica ed antimeningococco C).

michele emiliano vaccinazioni obbligatorie - 1

Non solo: oltre a spiegare all’ex magistrato che annunciare il sostegno della Regione Puglia ai ricorsi contro la legge Lorenzin è stata un grave errore dal punto di vista politico e della salute pubblica del quale pagheremo il prezzo quando ci sarà un vaccino contro il Coronavirus, Lopalco da candidato potrà discutere con Emiliano delle sue giravolte sulla Xylella terminate nel 2018 con la richiesta di eradicazione degli ulivi malati. Per la precisione, nel 2015 i PM di Lecce sequestrarono  gli ulivi che avrebbero dovuto essere abbattuti secondo il piano stilato dal Commissario Silletti. All’epoca Emiliano accolse i sequestri come “una liberazione” spiegando che grazie all’inchiesta del Procuratore Cataldo Motta «Finalmente avremo a disposizione dati tecnici ed investigativi per discutere con l’Unione Europea della strategia finora attuata per contrastare la malattia fondata essenzialmente sull’eradicazione di massa di alberi malati e sani». Giova ricordare che l’inchiesta e i sequestri erano fondati su una su una fantasiosa teoria del complotto che ha portato a farci schernire dalla comunità scientifica mondiale. Nel 2015 Emiliano dava la colpa alla UE ora per paura delle “sanzioni” dà la colpa al Governo. Secondo Emiliano invece l’inchiesta non era poi così male, anzi aveva addirittura dichiarato che in caso di rinvio a giudizio la Regione Puglia si sarebbe costituita parte civile nel processo contro i ricercatori accusati di aver diffuso la Xylella: «La Regione Puglia è persona offesa dagli eventuali reati commessi e ai sensi dell’articolo 90 del Codice di procedura penale si riserva di indicare elementi di prova che possano contribuire all’accertamento della verità». Emiliano arrivò a dire che con il sequestro degli ulivi da abbattere (procedimento poi ritirato) si poteva considerare chiusa la fase della cosiddetta emergenza. Secondo il Presidente della Regione Puglia infatti «la malattia è ormai insediata, e non può più essere totalmente debellata. Dobbiamo dunque riscrivere da zero le direttive da impartire agli agricoltori e a tutti gli altri soggetti interessati, che potranno consistere in tutti quegli atti e quelle azioni che non comportino l’eradicazione delle piante». Insomma, Lopalco con la sua eventuale (ho scritto anch’io eventuale, professore!) candidatura potrà finalmente spiegare a Emiliano i suoi errori. Il presidente della Regione li capirà e farà pubblica autocritica. Ne siamo certi. State tranquilli: non finirà certo come nell’immagine qui sotto!

michele emiliano pier luigi lopalco

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