Politica

Perché Salvini ha deciso di fare la vittima dei giudici

La sceneggiata in favore di telecamera su Facebook di Matteo Salvini andata in onda ieri fa parte di una strategia ben precisa. E il caso del sequestro di persona contestato al Capitano per la vicenda dei naufraghi della Diciotti si intreccia platealmente con quello dei fondi della Lega da sequestrare fino a raggiungere la cifra di 49 milioni di euro deciso dal Tribunale del Riesame in una tattica politica incrociata. Nei giorni scorsi infatti persino il procuratore di Genova Cozzi aveva indicato al Carroccio   la via del cambio di nome per evitare problemi con i soldi. Ma Salvini ha deciso di non seguire la strada, racconta oggi Repubblica:

Perciò si era deciso di accelerare sul cambio. Ma proprio quando tutto sembrava pronto, Salvini ci ha ripensato. Non ha solo frenato, ha proprio stoppato l’intera operazione: il brand storico non si tocca. E non solo per ragioni sentimentali. Soprattutto per lasciarsi aperta la possibilità (sperimentata ieri nella diretta Fb dal Viminale) di andare allo scontro frontale coi giudici.

Una manovra subito denunciata dalle opposizioni: «Vergogna!» attacca l’ex segretario dem Matteo Renzi, «Salvini è dentro fino al collo alla vicenda dei 49 milioni rubati dalla Lega. E pur di non parlarne porta lo scontro istituzionale al massimo livello». Più indulgente il capo del governo Conte: «Se non facessi il premier li difenderei».

tesoro lega 49 milioni
Il tesoro della Lega: i sequestri

In questa ottica si comprende anche la sceneggiata di ieri in favore di telecamera, spiega il Messaggero:

Ma se al M5S gli attacchi di Salvini ricordano molto gli affondi di Berlusconi, anche all’elettorato del Cavaliere devono fare lo stesso effetto. Salvini ne è consapevole. Punta a prendere ancora quote dell’elettorato azzurro e non sembra preoccuparsi troppo né delle contorsioni grilline né di possibili intese con FI in chiave Ppe. D’altronde il leader della Lega ha in mente altre strategie. Ieri ha anche incontrato Steve Bannon e Mischael Modrikamen e aderito a The Movement. Una sorta internazionale sovranista che ha sede a Bruxelles e che ha come nemica proprio l’Europa e l’open society.

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