Economia

La multa in arrivo per il “regalo” del governo Conte ai balneari

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Non solo clausole di sterilizzazione dell’IVA e aumento delle accise. Tra le conseguenze Manovra del Popolo, la fantastica legge di Bilancio varata dal Governo del Cambiamento pentaleghista c’è una procedura d’infrazione per le regole europee che potrebbe partire già entro l’estate. A prescindere o meno dall’eventuale vittoria di Lega e 5 Stelle alle elezioni europee di maggio sarà quasi inevitabile. Causa della multa in arrivo la decisione del governo Conte di uscire unilateralmente dalla Bolkestein concedendo una proroga di 15 anni ai titolari di concessioni balneari che sussistono su terreni demaniali.

Quanto ci costerà il regalo del Governo ai balneari

La questione non è un segreto ed è nota pure al ministro delle Politiche Agricole e Forestali Gian Marco Centinaio che proprio annunciando il grande regalo del governo gialloverde ai balneari che altrimenti avrebbero dovuto partecipare ad una gara ad evidenza europea aveva detto che «andremo al 99,9% in infrazione». Nella legge di Bilancio la maggioranza ha inserito e approvato un emendamento che esclude le concessioni balneari dall’applicazione della Direttiva Bolkestein che prevede che le le concessioni pubbliche (dei balneari ma anche dei venditori ambulanti) vengano di nuovo messe a gara.

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Quelli che sono andati al governo al grido di “cambieremo l’Europa dall’interno” e che altrettanto sostengono di voler fare ora in occasione delle elezioni europee semplicemente hanno deciso di ignorare le regole europee. Che possono essere giuste o sbagliate ma che finché sono quelle non possono essere disattese. Tanto più che la direttiva Bolkestein è già stata recepita dallo Stato italiano nel 2010. La decisione del governo Conte non è certo passata inosservata a Bruxelles dove – informa oggi Repubblica, la Commissione ha già messo nel mirino la decisione del governo Conte. Il rischio è quello di un nuovo caso “quote latte” con annessa maxi-multa. Anche in quel caso c’era lo zampino della Lega e anche in quel caso a pagare le multe UE furono i cittadini italiani.

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Al momento fonti della Commissione citate da Repubblica confermano che sono in corso delle richieste di chiarimenti da parte di Bruxelles. A rallentare la procedura ci sono le elezioni europee e il rinnovo della Commissione che avverrà successivamente. Da giugno però il cammino del dossier riprenderà ed entro l’estate l’Italia sarà messa sotto procedura d’infrazione. Qualcuno sicuramente proverà a raccontare che è colpa dell’Europa e che sarà sufficiente cambiare i trattati o cambiare la Direttiva Bolkestein. Ma per farlo ci vuole l’assenso degli altri partner europei e soprattutto parecchio tempo. E intanto la procedura continuerà a camminare. Quanto ci costerà a noi cittadini? Secondo Angelo Bonelli dei Verdi la multa potrebbe arrivare  fino a 300 mila euro al giorno.

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