Economia

Nel Contro-Def di Salvini e Di Maio è tutto bello, bello, bellissimo

luigi di maio matteo salvini

El governo unido jamàs serà vencido! Sarà per questo che la Lega e il MoVimento 5 Stelle stanno preparando un contro-DEF in polemica con quello del ministro dell’Economia Giovanni Tria, che invece contiene un sacco di verità indigeste, come i 133 miliardi di maggiori spese nel triennio di cui novantaquattro sono a carico di tre voci: pensioni, reddito di cittadinanza, ammortizzatori sociali.

Nel contro-Def di Salvini e Di Maio è tutto bello, bello, bellissimo

E cosa c’è nel Contro-Def di Salvini e Di Maio? Claudio Tito su Repubblica che il testo conterrà una premessa con cui si licenzia il Documento di Economia e Finanza. Ma subito dopo “si impegnerà” l’esecutivo e le stesse Camere ad agire secondo alcune linee direttrici cui Tria si è opposto. La prima, sulla quale concordano sia i pentastellati sia i lumbard, riguarda l’aumento dell’Iva.

Nella risoluzione ci sarà scritto esplicitamente che l’imposta non verrà in nessun caso aumentata. Ossia non si lascerà che scattino le clausole di salvaguardia – fissate nell’ultima legge di Bilancio – per 23 miliardi. La seconda è volta a materializzare una delle istanze di Salvini: la Flat tax. La tassa piatta verrà contemplata in maniera chiara e con un dettaglio relativo alla riduzione delle aliquote.

def flat tax clausole iva
Le previsioni del DEF (Corriere della Sera, 11 aprile 2019)

Probabilmente non saranno previsti tempi perentori, ma “si impegnerà” governo e Parlamento a compiere già in autunno passi in quella direzione. La terza direttrice, su indicazione M5S, segnalerà invece un orientamento a favore del quoziente familiare. Ovviamente si tratterà di un atto di maggioranza, predisposto e sottoscritto dai capigruppi dei due partiti, e non del governo. Ma l’obiettivo resta il medesimo: imporre la linea al Tesoro e costringere Tria ad accettarla. Ora e in vista della prossima legge di Bilancio.

Il libro dei sogni di Lega e M5S

Ovviamente ci sarà anche un riferimento alla strutturalità di reddito di cittadinanza e quota 100, anche perché ci sono le europee e figliuolo, una volta qui era tutta campagna elettorale (cit.). E tutto ciò non farà piacere al ministro Tria, uno dei bersagli politici della decisione: il ministro dell’Economia ama passare per il “lato ragionevole” dell’esecutivo – anche se poi il suo discorso abbonda di supercazzole esattamente come quelli dei colleghi di governo.

133 miliardi def 1

Ma con il documento Lega e MoVimento 5 Stelle ribadiscono che tutti sono utili ma nessuno è indispensabile, soprattutto Tria. Il quale dovrebbe avere buona memoria e ricordare che fine ha fatto Paolo Savona, astro nascente del governo gialloverde pronto a portarli alla battaglia con l’Europa che ha poi trovato il suo bueno ritiro alla Consob. Promoveatur ut amoveatur, all’epoca. Domani Tria potrebbe non essere così fortunato.

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