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Il mesto addio dei free vax al Parlamento italiano

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Praticamente un’epidemia. Nessuno dei parlamentari che non sono antivaccinisti, ma… ce l’ha fatta a farsi ricandidare nelle coalizioni maggiori e lascerà il parlamento dopo le elezioni del 4 marzo. E anche i partiti che si erano formati in questi giorni con l’intenzione di partecipare alla corsa alle urne sono in grave difficoltà con la raccolta delle firme e probabilmente concorreranno, con poche speranze, solo in alcuni collegi.

Il triste addio dei free vax al Parlamento italiano

Il caso senza dubbio più triste è quello di Bartolomeo Pepe. Con l’avvicinarsi delle urne c’era chi favoleggiava di una sua candidatura in uno degli schieramenti più grandi con ottime probabilità di rielezione: era una balla. Quattro giorni fa il senatore entrato in Parlamento grazie a Beppe Grillo annunciava invece che si sarebbe candidato con il Partito Valore Umano, sostenendo che al suo raggruppamento mancassero poche firme per raggiungere l’obiettivo della partecipazione. Poi sulla sua pagina è sceso un silenzio di tomba sull’argomento, rotto soltanto da alcuni lamenti contro il paese “senza speranza” e il posto per tutti che manca “a bordo”. Non ci vuole molto a interpretare le maledizioni come una ferale notizia: Pepe non farà parte del prossimo giro di parlamentari italiani. I Poteri Forti hanno vinto ancora.
bartolomeo pepe
Poi c’è Adriano Zaccagnini. Avevamo lasciato il deputato ex 5 Stelle mentre annunciava la sua adesione a Insieme, raggruppamento elettorale che si presenta, insieme a Beatrice Lorenzin, nella coalizione di centrosinistra. Nel post i free e anti-vax che erano diventati suoi amici durante l’attività parlamentare lo riempivano di insulti. Qualche giorno dopo Zaccagnini ha rimosso dal diario il post lasciandolo comunque ancora visibile nella ricerca di FB – e ha annunciato che aveva cambiato idea sulla sua adesione a Insieme per la “mancanza di un metodo democratico di scelta dei candidati e la mancanza di un progetto politico veramente coerente con i temi di libertà e innovazione che ho portato avanti in questi anni”.

Un’epidemia di free vax

Ora, il deputato Zaccagnini, provenendo dai 5 Stelle che hanno espulso gente per aver partecipato a trasmissioni televisive (Salsi) o dibattiti (Tavolazzi) ben prima di quando sono entrati in parlamento, di metodi scarsamente democratici è evidentemente un intenditore. Ma visto che aveva motivato allo stesso modo anche il suo addio a MDP, viene il sospetto che l’onorevole sia provvisto di tante doti, ma che tra esse non ci sia l’intuito. In ogni caso in quel post Zaccagnini era possibilista riguardo una sua candidatura. Ma oggi, al termine di un post in cui ha parlato di tutt’altro, è arrivato il triste annuncio, un po’ mascherato: “Non è necessario stare nelle istituzioni per cambiare la società. Forse ci saranno altre occasioni o forse no”.
adriano zaccagnini
Poi c’è Paola De Pin, anche lei ex 5 Stelle. Lei oggi in una lettera al Fatto Quotidiano ha fatto sapere di aver «aderito ad una nuova formazione politica che, benché faccia capo a Roberto Fiore, non è denominata Forza Nuova ma “Italia agli italiani”». La formazione vuole presentare il suo programma sabato prossimo a Venezia, ma, come in altre occasioni, è difficile che riesca a passare la soglia di sbarramento per eleggere qualcuno.

E Dario Miedico, SìAmo etc?

Il senatore Vincenzo D’Anna, invece, non si candiderà perché è diventato presidente dell’Ordine nazionale dei Biologi. E Dario Miedico? Il medico radiato aveva fatto sapere di voler raccogliere le firme per un nuovo partito, dal nome SìAmo, e il 27 gennaio la pagina facebook aveva fatto sapere di essere pronta alla raccolta delle firme per la presentazione delle liste. Poi però anche da quelle parti è calato il silenzio, quel tipico silenzio che fa presagire notizie non bellissime.

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Il simbolo del movimento con cui Dario Miedico si presenterà alle elezioni

L’ultimo post è infatti di ieri e non nomina in alcun modo la raccolta delle firme mentre in quello in cui se ne parlava ci sono utenti che chiedono conto della raccolta ma nessuno risponde. Insomma, la situazione non fa presagire niente di buono per il movimento free-vax. Per fortuna che c’è Gianluigi Paragone: il presentatore della kermesse di Pesaro arriverà in parlamento con i 5 Stelle. Mentre Sara Cunial, candidata veneta sbattuta fuori dalla lista, è stata nel frattempo riammessa a patto che non si occupi di vaccini.
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Insomma, “forse ci saranno altre occasioni. O forse no”.

Leggi sull’argomento: Sara Cunial: la candidata sospesa per i vaccini è stata riammessa