La macchina del funky

Meleo e Meloni: due assessori in bilico a Roma

enrico stefàno linda meleo assenze - 3

Linda Meleo e Adriano Meloni sono i due assessori in bilico a Roma. La storia degli emendamenti dimenticati è l’ultima goccia che fa traboccare il vaso per la responsabile dei trasporti, che paga l’inefficienza clamorosa a cui questa città è condannata e ultimamente anche i trasporti a rischio a Capodanno. Lo racconta oggi Repubblica Roma:

Sono due gli assessori nel mirino. Il primo, per ovvia incompatibilità con il pentastellato Andrea Coia, è Adriano Meloni. Sul titolare del Commercio pesa ancora l’attacco al consigliere su presunti favori ai Tredicine, lobby dei commercianti ambulanti. In Comune, al netto delle sue gaffe comunicative, dicono sia «stufo» di frequentare Palazzo Senatorio e circola ormai da settimane il nome del suo capo staff, Leonardo Costanzo, per la successione.
La sua posizione è congelata solo per questioni pratiche: è il superteste che potrebbe salvare la sindaca dalla condanna per falso, assumendosi la responsabilità della nomina di Renato Marra alla direzione Turismo.

tredicine meloni coia
L’altro assessore che balla è Meloni, che paga la sceneggiata con Coia anche se i tentativi di elogio di Spelacchio hanno provato a salvare capra e cavoli:

Il secondo tassello a ballare è quello di Linda Meleo, l’assessora alla Mobilità che (poco signorilmente) è stata ribattezzata «la bella addormentata» della giunta per via di una serie di emendamenti al bilancio scritti, dimenticati nel cassetto e poi recuperati con una giravolta last minute. Ecco, Meleo è un caso. Non ha più il sostegno di Enrico Stefàno, consigliere di peso e presidente della commissione Trasporti che da mesi sgomita per soffiarle la poltrona.
Le vengono contestate una serie di scelte prese con troppa lentezza, a partire dal concordato di Atac. Proposta in prima battuta dall’ex dg Marco Rettighieri, la procedura con il tribunale fallimentare è stata attivata con un anno e mezzo di ritardo. «Forse la scelta di Paolo Simioni è stata l’unica giusta», commenta sibillino un consigliere. Il cambio Meleo-Stefàno (che, però, cozzerebbe con la regola delle quote rose) potrebbe riportare un pizzico di tranquillità a Palazzo Senatorio.

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