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Il reddito di cittadinanza che ci farà «trombare tutti come ricci»

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Massimo Baroni è un deputato del MoVimento 5 Stelle membro della Commissione Affari sociali della Camera. Come tutti gli eletti del M5S anche Baroni, che di professione fa lo psicologo e che è alla sua seconda legislatura, non vede l’ora che il governo Conte introduca il Reddito di Cittadinanza. Certo, ci sono ancora da trovare i soldi e le coperture nonostante da cinque anni il MoVimento dica che la legge è stata “bollinata” dalla Ragioneria dello Stato, ma grazie al deputato Baroni abbiamo scoperto un’altra insospettata virtù della misura di sostegno alla povertà.

Il deputato M5S che sostiene che col reddito di cittadinanza si tromberà di più

Mentre Luigi Di Maio continua a ripetere che il reddito di cittadinanza sarà destinato solo agli italiani (cosa che appare quanto meno assai poco probabile) Baroni si preoccupa di un altro fattore: quello demografico. In un tweet che passerà alla storia il deputato pentastellato spiega infatti che grazie all’assegno che porterà il reddito delle persone sotto la soglia di povertà alla bella cifra di 780 euro mensili il governo farà ripartire anche la natalità.

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Commentando l’ultima puntata di Piazza Pulita Baroni ha scritto che «Siccome non si fanno più figli in Italia dicono di compensare con gli #IMMIGRATI. Metti il Reddito di Cittadinanza in Italia e vedi come iniziano a trombare tutti come ricci!». Ora il problema è duplice e viene da lontano. Abbiamo un deputato che continua a non capire (seguendo la linea di Beppe Grillo) che gli immigrati regolari che lavorano in Italia contribuiscono al sostentamento del nostro sistema pensionistico. E questo contributo diventerà fondamentale negli anni a venire quando, a causa del calo demografico (ovvero non nascono abbastanza bambini) e al progressivo invecchiamento della popolazione non ci saranno abbastanza lavoratori italiani in grado di pagare i contributi per pagare le pensioni degli italiani che andranno in pensione (con o senza la Fornero).

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Quanto pesano gli immigrati sul sistema pensionistico [Fonte: La Repubblica del 05/07/2018]

Secondo Baroni invece basterà dare 780 euro agli italiani che “non arrivano a fine mese” o a coloro che non hanno lavoro (che sono tanti, ma non la maggioranza) per assistere ad una poderosa crescita demografica che renderà inutile il ricorso alla manodopera di origine straniera. Baroni dimentica però intanto “trombare” non è una garanzia dell’aumento delle nascite. In secondo luogo che un ipotetico bambino che nasce “grazie al reddito di cittadinanza” poniamo nel 2019 non potrà iniziare a lavorare – se tutto va bene e non gli passa per la testa di andare all’Università – prima del 2037. Non si capisce poi quale destino prevede Baroni per tutti gli altri italiani, quelli che vogliono fare figli ma non possono, per le donne che rischiano di essere licenziate (forse per loro ci sarà il RdC?) se rimangono incinte e tutti quegli italiani che non avranno diritto al Reddito di Cittadinanza. O forse anche loro tromberanno per la gioia della grande vittoria del governo?

Le trombate di Baroni non ci salveranno dagli immigrati

Ma la questione delle pensioni pagate dagli immigrati (regolari) è più urgente, perché gli studi di Inps e le proiezioni della Ragioneria generale dello Stato, della Commissione europea e del Fondo monetario internazionale concordano nell’individuare un picco della spesa pensionistica entro il 2040. Il che significa che da qui al 2040 la spesa pensionistica andrà aumentando (a maggior ragione se verrà superata la legge Fornero) e che i bambini nati dopo le “trombate” per il reddito di cittadinanza non potranno farci nulla perché non potranno lavorare (a meno di non regolarizzare il lavoro minorile, ma non è nel programma di governo).

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Fonte: Corriere della Sera del 05/07/2018

Per quelli che già possono lavorare c’è il problema di favorire la nascita di nuovi posti di lavoro, cosa che il reddito di cittadinanza non fa. Inoltre dovrebbero nascere milioni di bambini: in tutta l’Unione Europea per sostenere il peso del Welfare serviranno 42 milioni di nuovi cittadini entro il 2020 e 257 milioni entro il 2060. Non c’è nessun modo per far crescere così tanto la popolazione italiana e europea in un breve periodo. E il governo Conte farà tanti miracoli (grazie a Padre Pio) ma sicuramente non può obbligare gli italiani a fare più figli (o a trombare di più).

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