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La raffinata strategia del M5S Roma per far scegliere la discarica alla Regione e dare la colpa a Zingaretti

alessandrodamato|

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Quando parlate del MoVimento 5 Stelle Roma tenete presente che stiamo discutendo di raffinati strateghi del livello che il Maresciallo Rommel, detto la Volpe del Deserto, al confronto, impallidisce. Per questo non stupisce che nell’occasione della scelta della discarica per la Capitale il Campidoglio e la maggioranza dell’Aula Capitolina stiano seguendo una raffinatissima strategia che prevede la mancata indicazione del sito per poi farsi commissariare dalla Regione che la effettuerà e infine dare tutta la colpa a Nicola Zingaretti per averlo fatto.

La raffinata strategia del M5S Roma per far scegliere la discarica alla Regione e dare la colpa a Zingaretti

È proprio questo che sta accadendo in questi giorni: alla mezzanotte di oggi scadono i 7 giorni concessi a Virginia Raggi per prendere una decisione, sulla base della relazione con 7 zone (da Falcognana a Monte Carnevale) giudicate idonee dai tecnici, compresi quelli indicati dal Comune. Ma la posizione dell’amministrazione 5S è stata espressa ieri, pur con qualche defezione, dall’Assemblea capitolina: no al termovalorizzatore (l’opposto di quanto prevede il piano che sta preparando l’Ama…), no a siti di stoccaggio e discariche in via emergenziale, come ha chiesto la Pisana nell’ordinanza del 27 novembre. Spiega oggi il Messaggero:

Da parte dei grillini c’è «la disponibilità a realizzare gli impianti di trattamento e/o smaltimento,che si rendessero necessari, solo a seguito dell’approvazione del nuovo piano Rifiuti della Regione». Cioè l’anno prossimo. Ma la postilla sembra un modo per prendere tempo, anche se dal 15 gennaio chiuderà una delle discariche che serve la città, a Colleferro, e la raccolta collasserebbe. L’ordine del giorno votato ieri dalla maggioranza (25 sì, 1 voto contrario della grillina dissidente, Simona Ficcardi) chiede alla sindaca di «valutare la possibilità di impugnare» l’ordinanza di Zingaretti. Anche se manca poco: servirebbe un passaggio in giunta che fino a ieri notte non c’è stato, un parere dell’Avvocatura e soprattutto formalmente dovrebbe firmare l’atto la stessa dirigente, Laura D’Aprile, che invece ha dato parere favorevole ai siti.

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Discarica a Roma, i due progetti (Il Messaggero, 4 agosto 2019)

La parte divertente della vicenda è che mentre il Campidoglio non vuole indicare discariche perché ciò lo esporrebbe ad attacchi di natura politica, l’amministratore di AMA nominato dal Campidoglio Stefano Zaghis, ex portavoce di De Vito, ha invece indicato la discarica nel suo piano per la pulizia di Roma. I grillini capitolini quindi vogliono che sia la Regione a obbligarli a mettere la faccia sulla discarica, potendo così scaricare la responsabilità su Zingaretti. Il tutto in spregio all’emergenza romana. A ribellarsi a questo giochino infantile sulla pelle dei cittadini romani che oggi pagano una delle TARI più alte d’Italia per ritrovarsi la città ridotta “una merda”, come dice Virginia Raggi, c’è solo la consigliera grillina Simona Ficcardi che vuota il sacco con il Corriere Roma:

«È vero che abbiamo sempre detto no a discariche e inceneritori però avevamo pianificato una serie di misure che non siamo riusciti ad attuare. In sostanza chiedevamo di ridurre la produzione di rifiuti, altrimenti lo smaltimento ricade su impianti fuori Roma, come adesso».

E cosa ha impedito questo piano?
«Il rimpallo di responsabilità: noi diciamo che tocca alla Regione, loro dicono che spetta al Comune. Ma alla fine i fatti dicono che oggi ci troviamo con un’ordinanza che ci obbliga a decidere. Avremmo potuto farlo fin dall’ordinanza di questa estate».

Ma non è stato fatto nulla.
«Il fallimento è conclamato perché i risultati non li abbiamo raggiunti anche se di indirizzi ne abbiamo dati a iosa. Ma si è tutto congelato. Anche la situazione del bilancio 2017 dell’Ama c’entra: il cambio del Cda ha spezzato il nostro lavoro e anche il rapporto con l’azienda».

A Roma raccolta differenziata in calo

Intanto a Roma la raccolta differenziata è in calo. Il MoVimento 5 Stelle aveva promesso la sua crescita e aveva presentato un piano per portarla al 70% entro il 2021, ovvero – tu guarda un po’ il caso – l’ultimo anno dell’amministrazione Raggi. Eppure a Roma la differenziata è in calo. Quando lo ha scritto il Sole 24 Ore l’Ama ha smentito. Oggi a dirlo è l’ISPRA. L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale spiega che nel 2018 la differenziata a Roma è diminuita, cosa mai avvenuta. Siamo passati dal 43,2 per cento del 2017 al 42,9 del 2018. Per il M5S, che aveva puntato tutto sulla differenziata spiegando, nel 2017, che discariche e inceneritori non sarebbero serviti, è la dimostrazione di come la verità sia lontana dalla (loro) propaganda.

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l’ISPRA e la raccolta differenziata a Roma (Il Messaggero, 11 dicembre 2019)

C’è di più: al contrario del piano della Raggi che promise anche una riduzione dei rifiuti prodotti, emerge esattamente il contrario. Nel 2017 furono prodotte 1.687.017 tonnellate di rifiuti,nel 2018 1.728.428. Significa che l’indifferenziato – ciò che dopo il trattamento finisce nelle discariche e negli inceneritori – a Roma è aumentato rendendo ancora più grave la carenza di impianti. Ma tanto a quelli ci pensa Zingaretti, che je frega alla Raggi.

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