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Quel pasticciaccio brutto che sta facendo il M5S sul DDL 770 e le vaccinazioni a scuola

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«Come posso, da medico, essere contrario all’obbligo di vaccinare i nostri bambini, dubitare che i vaccini hanno fornito un contributo determinante per la sopravvivenza dell’umanità, tacere davanti ai periodici episodi di ‘oscurantismo scientifico’ che periodicamente si verificano nel nostro Paese? Come posso, da cittadino, rimanere passivo e inerte, perché inerme, davanti a chi mi governa schiacciandomi con la mala-informazione, la malafede, il malgoverno?». Mentre il senatore M5S Giorgio Trizzino pronunciava queste belle parole a difesa della scienza e contro chi governa assecondando l’oscurantismo scientifico in Commissione Sanità a Palazzo Madama si discuteva del DDL 770, quello che dovrebbe abrogare la Legge Lorenzi, e conseguentmente l’obbligo vaccinale.

L’emendamento 5.34 Endrizzi presentato e poi ritirato

Già qualche tempo fa Trizzino e la collega Elena Fattori erano stati protagonisti di una polemica sul disegno di legge dopo che il MoVimento 5 Stelle aveva scoperto di aver presentato una legge contro l’obbligo vaccinale. Siccome il principio base dell MoVimento 5 Stelle è quello del “abbiamo delle idee ma se non vi piacciono ne abbiano delle altre” Pierpaolo Sileri – presidente della Commissione Sanità del Senato – era intervenuto per annunciare un nuovo cambio di rottarendere obbligatorio solo il vaccino contro il morbilloNel frattempo però al Senato il senatore Giovanni Endrizzi aveva depositato un emendamento per rendere ancora più “free vax” la legge.

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Con l’emendamento 5.34 Endrizzi proponeva di sopprimere la lettera a) del comma 4 dell’articolo 5 della proposta di legge. Quella che prevede, in caso di calo significativo delle coperture tale da compromettere l’immunità di gruppo di «subordinare, in modo temporaneo, su base nazionale, regionale o locale, in relazione ai dati contenuti nell’anagrafe vaccinale nazionale, la frequenza delle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione, delle scuole private non paritarie, dei servizi educativi per l’infanzia e dei centri di formazione professionale regionale all’avvenuta somministrazione di una o più vaccinazioni».

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In pratica il comma dice che se le coperture vaccinali calano in maniera preoccupante l’accesso a scuola è possibile solo se si è vaccinati. Una misura di buonsenso e se non altro una garanzia di sicurezza per chi frequenta le scuole (soprattutto gli immunodepressi). Evidentemente per Endrizzi anche questa forma di obbligo era eccessiva.

Il DDL rimane una legge “free-vax”

Fortunatamente però durante la seduta del 9 aprile della Commissione Endrizzi ha ritirato quell’emendamento. La cosa non è sfuggita ai free/no/boh-vax che hanno registrato l’ennesimo cambio di rotta del M5S “con estremo disappunto” perché per loro il problema non è solo l’obbligo ma anche l’esclusione scolastica. Come a dire: se c’è il rischio di un’epidemia vogliamo poter mandare a scuola i nostri bambini non vaccinati, anche a costo di infettare coloro che non possono vaccinare. Non fa una piega dal punto di vista della logica free vax, il problema è che a quanto pare certe istanze vengono accolte anche all’interno delle istituzioni. Cosa sarebbe successo e Endrizzi non avesse ritirato l’emendamento incriminato?

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Per contro c’è da dire che questo nuovo – l’ennesimo – cambio di rotta non elimina i rischi di una deriva no-vax della norma. In primo luogo perché il DDL 770 abroga la Legge Lorenzin e le vaccinazioni obbligatorie introdotte con la 119/2017. In secondo luogo perché non è stato invece ritirato l’emendamento 7.01 presentato da Sileri e dalle senatrici leghiste Cantù e Fregolent che stabilisce che «la presentazione della documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni non costituisce requisito di accesso al servizio, alla scuola» né determina la decadenza dall’iscrizione. Questo nonostante le dichiarazioni di Trizzino che aveva annunciato che avrebbe fatto di tutto per far ritirare quell’emendamento. Il rischio è che ancora una volta si arrivi all’approvazione della legge a ridosso del termine per le iscrizioni per il prossimo anno scolastico, generando se possibile ancora più caos di quello creato dall’obbligo flessibile e intelligente della ministra Giulia Grillo. Tornando alle parole del senatore Trizzino ci si potrebbe chiedere: ma se la maggioranza non è in grado di capire su cosa sta legiferando non sarebbe meglio lasciarlo stare, l’obbligo vaccinale?

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