Economia

Luigi Di Maio scopre le virtù degli 80 euro

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Luigi Di Maio è in preda alla frenesia da campagna elettorale. Da un politico onesto come Di Maio gli elettori si aspettano soluzioni e risposte oneste. Ad esempio se fino all’altro ieri il M5S ha parlato del bonus Irpef da 80 euro come di una “mancetta elettorale” elargita da Renzi per comprarsi i voti degli elettori è doveroso aspettarsi che uno dei primi provvedimenti del governo a 5 Stelle sarà quello di abolirlo. Ma non è così, perché oggi Luigi Di Maio ha detto che nessuno vuole togliere lo sconto Irpef.

Luigi Di Maio salva il bonus degli 80 euro di Renzi

Se M5s andrà al governo non abrogherà gli 80 euro, ed anzi punterà ad allargare il taglio delle tasse intervenendo sull’Irpef. Lo ha detto Luigi Di Maio a Radio anch’io, su Radio Rai 1 rispondendo alla domanda di un radio ascoltatore  che temeva un eventuale abrogazione del bonus. Nessuna paura, il M5S, ha spiegato il candidato Premier del M5S,  presenterà «una manovra fiscale con ulteriore alleggerimento per il ceto medio e con l’ allargamento della no tax area. Gli 80 euro erano una mancetta, ma noi allargheremo il taglio delle tasse». Insomma, se Renzi vi ha dato 80 euro con una “televendita” (come l’ha definita Di Maio) il MoVimento 5 Stelle promette ancora di più. Nel 2014 sul Blog di Grillo il M5S Senato scriveva che gli 80 euro di quel figlio di Troika di Renzie «non sono altro che il cavallo di Troia con cui Renzi vuole entrare in Europa per poi aprire i confini italiani all’austerity della Troika».

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Quando Di Maio denunciava che Renzi aveva svenduto l’Italia per 80 euro

La preoccupazione che Renzi avesse venduto l’Italia all’Europa per poter concedere il bonus degli 80 euro era sta ribadita da Di Maio a luglio scorso quando il pentastellato ci spiegava che l’ex Premier avrebbe consentito lo sbarco dei migranti in Italia in cambio della possibilità di concedere il bonus Irpef. Altri tempi, si dirà, visto che all’epoca Di Maio era a caccia dei complici degli scafisti che portavano i migranti in Italia. Prima aveva individuato le ONG, poi direttamente il Governo Italiano, colpevole a suo dire di “alto tradimento”.

Luigi Di Maio promette di abolire le pensioni d’oro

Per il M5S Renzi ha usato gli 80 euro in molti modi: come “mancetta elettorale”, per concedere alla Troika di imporre l’austerity in Italia e infine come contropartita con Frontex in cambio dell’accoglienza dei migranti. Va da sé che il bonus Irpef non può essere tutte queste cose assieme, senza contare le bufale propalate dal M5S sul fatto che Renzi si riprendeva i soldi indietro. E forse è per questo che oggi, improvvisamente, c’è stata la svolta del M5S. Segno che in campagna elettorale Di Maio, come ogni altro politico, è disposto a promettere di tutto e di più.
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Anche sconfessando quanto detto qualche mese fa al Fatto da Giovanni Dosi, docente di economia alla Scuola Sant’Anna di Pisa che a maggio intervenne in un convegno M5s alla Camera per discutere di “Stato innovatore”. Secondo Dosi per finanziare il reddito di cittadinanza «i 5Stelle dovrebbero dire che gli 80 euro sono stati un’elemosina degradante, quindi basta». In questo modo lo stato potrebbe recuperare tra i 9 e i 10 miliardi di euro per poter finanziare la misura di sostegno al reddito proposta dal MoVimento. Senza contare che è difficile oggi capire in che modo Di Maio potrà promettere un ulteriore taglio delle tasse e finanziare il reddito di cittadinanza (che secondo il disegno del M5S si finanzierà anche con un aumento della tassazione per alcune categorie e settori). Di Maio però fa un passo avanti, oggi ha spiegato che vuole abolire la legge Fornero. In che modo? Tempo fa Carla Ruocco ci “spiegava” che l’abolizione della Fornero sarebbe stata possibile proprio grazie al reddito di cittadinanza. Oggi Di Maio invece ci spiega che grazie all’abrogazione delle pensioni d’oro si potrebbe cominciare ad abolire la legge Fornero. Non un’abolizione totale ma graduale. I soldi però non si capisce da che parte salteranno fuori, anche perché stando a quanto dichiarato dal M5S i “pensionati d’oro” verrebbero utilizzati anche per finanziare il reddito di cittadinanza. Sembra il gioco delle tre carte.