Economia

Carla Ruocco ha trovato i soldi per abolire la Legge Fornero (no, non è vero)

carla ruocco legge fornero reddito di cittadinanza - 1

Il MoVimento 5 Stelle non è come tutti gli altri partiti: non vende sogni ma solide realtà. Ne è un esempio la battaglia dei parlamentari pentastellati per l’abolizione del vitalizio ovvero della pensione che dal 2012 i parlamentari alla prima legislatura riceveranno a partire dai 65 anni. I 5 Stelle chiedono che anche ai deputati e ai senatori venga applicata la Legge Fornero e che quindi maturino il diritto ad andare in pensione al compimento dei 67 anni di età.

«La legge Fornero è colpa di Morgan Stanley»

Quei due anni di differenza (cinque nel caso di eletti al secondo mandato) per il M5S condensano tutta la differenza tra la cosiddetta casta e i cittadini normali. Ai primi viene risparmiata l’applicazione della Fornero mentre ai secondi – che non godono degli stessi privilegi – no. Al tempo stesso però ritengono che la legge Fornero vada abolita per tutti e hanno già in mente un piano per farlo. Almeno così ha detto l’onorevole Carla Ruocco durante un surreale dibattito su Sky qualche giorno fa.

Dopo aver ribadito il concetto che bisogna applicare ai parlamentari le stesse regole che si applicano ai cittadini italiani la Ruocco ha precisato che la Fornero va abolita. In che modo però non è chiaro. Il punto è che per abolire la Fornero sarebbe necessario trovare le risorse economiche (ovvero le coperture finanziarie) per farlo. Alla domanda precisa però la Ruocco prima evita di rispondere parlando del “vero motivo per cui è stata fatta la Fornero” ovvero restituire tre miliardi di euro alla banca d’affari Morgan Stanley.

Dice Cazzola che per cambiare la Fornero servono un sacco di quattrini, brevemente: dove li prendete?
«Guardi io le cito soltanto un dato: lei lo sa perché è stata fatta la legge Fornero cosa si doveva coprire? Si dovevano coprire tre miliardi e cento milioni di euro, cash, che si dovevano dare alla Morgan Stanley per la chiusura di un derivato. Allora io mi domando perché i soldi ci sono per le banche d’affari e non ci sono mai per i pensionati e per le persone che in questo Paese hanno bisogno».

Ma ammesso e non concesso che quello sia il vero motivo della Fornero se davvero fosse “costata” tre miliardi di euro sarebbe relativamente semplice trovare le coperture per abolirla. Anzi subito dopo la “colpa della Fornero” diventa un semplice esempio. 

Abolire la Fornero grazie al reddito di cittadinanza?

Evidentemente però non è così. E la Ruocco ha già pronto l’asso nella manica: il reddito di cittadinanza. Si tratta della manovra dei 5 Stelle per dare sostegno “a 9 milioni di cittadini senza reddito, o con redditi molto bassi”. Un disegno di legge a rischio per le coperture ballerine indicate, questo nonostante la Ruocco continui a ribadire che ci sono.

Fosse solo per quei tre miliardi penso che ce la faremmo a cambiare la Fornero. Il problema è che la Fornero ha un impatto ogni anno molto grosso: anno per anno come lo coprite il fatto di dare le pensioni prima?
«Innanzitutto noi abbiamo il nostro reddito di cittadinanza che ha la copertura di 17 miliardi e che ha passato anche il vaglio degli uffici tecnici del Senato».
E quindi serve un’altra copertura per le pensioni oppure volete usare quella?
«C’è un altro discorso: più di 5 milioni di italiani, di pensionati, in questo momento prendono una pensione al di sotto del minimo. Quindi stiamo parlando di persone al di sotto della soglia di povertà, circa 400 euro».

Il trucco secondo la Ruocco è usare quindi quei 17 miliardi per abolire la Fornero? Sembrerebbe di sì, ma la deputata grillina non lo dice. Si limita a ripetere la filastrocca dell’aiutare le persone sotto la soglia di povertà. Ma in che modo allora un eventuale Governo a guida Di Maio riuscirebbe ad abolire la legge più odiata dagli italiani? Grazie al reddito di cittadinanza, è la risposta. Ma le due cose non sono comparabili: da un lato abbiamo la legge che regola l’età in cui si va in pensione dall’altro una misura (di un anno) per il sostegno agli italiani poveri. Ora è anche possibile che tra quei milioni di italiani al di sotto della soglia di povertà ci siano persone che devono andare in pensione a breve ma per la maggior parte di loro sappiamo che non è così.

Io non le sto chiedendo le spese, le sto chiedendo le coperture.
«Nel momento in cui noi investiamo su queste persone, noi diamo un reddito minimo che arriva a 780 euro al mese, queste persone metteranno in circolo quel denaro e l’economia si riprenderà. Non sono soldi che io butto via sono soldi investiti. Perché bisognerebbe anche andare in Europa e fare capire che l’Italia esiste non è che non esiste. E che l’Italia vuole investire».
In sintesi lei dice: il reddito di cittadinanza – che a sua volta ha bisogno di coperture – genera un ritorno economico che può permettere di superare la Fornero?
«Il reddito di cittadinanza significa 780 euro al mese a tutti, quindi nessuno più sotto la soglia di povertà. Quei soldi sono spesi dalle persone quindi ritornano alle imprese, significa riattivare un circuito del lavoro: il mercato del lavoro. Significa che i giovani non scappano via, rimangono in Italia, possono contrarre un mutuo. Sono 17 miliardi nel circuito economico, non sono 17 miliardi buttati via con spese parassitarie come le ho fatto l’esempio di tre miliardi ad una banca d’affari».

La ricetta della Ruocco è sorprendentemente semplice. Innanzitutto considera che la misura del reddito di cittadinanza è “un investimento” da parte dello Stato. Perché grazie a quei soldi quei 9 milioni di poveri riusciranno – da soli! – a rimettere in moto l’economia. Ovvero: a far tornare i soldi alle imprese, a far ripartire il mercato del lavoro e a consentire ai giovani di rimanere in Italia e comprare casa. Cosa volete che sia a quel punto abolire la Legge Fornero? Sarà un gioco da ragazzi grazie alla incredibile e virtuosa moltiplicazione dei denari. La deputata Ruocco riesce nella magica impresa di salvare capra e cavoli con appena 17 miliardi di euro, che ritorneranno tutti (anzi di più) nelle casse dello Stato e finanzieranno la spesa pensionistica. Che figata l’economia, eh?