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Le 38 inchieste aperte sulla Lega

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Corrado Zunino su Repubblica oggi riepiloga le 38 inchieste aperte sulla Lega che riguardano  72 amministratori in otto regioni italiane. In alcune si è insediata solo negli ultimi mesi. Ci sono le inchieste in corso a carico dei leghisti, i rinviii a giudizio, in alcuni casi le condanne di uomini della Lega di Salvini di primo, secondo e terzo livello. Sono due i viceministri coinvolti, quindi un sottosegretario, il presidente della Regione Lombardia, un filare di sindaci e assessori. Due eurodeputati. Molte delle inchieste sono per corruzione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio, tante sono concentrate nella sempre più calda Lombardia. Oltre a Siri e Rixi ci sono:

Massimo Garavaglia, viceministro dell’Economia. Deve rispondere di turbativa d’asta e la procura ha chiesto due anni (il processo si apre il 13 giugno). Si parla di una gara da undici milioni di euro indetta dalla Regione Lombardia, di cui il leghista è stato assessore al Bilancio, per il trasporto degli ammalati in dialisi. Secondo la Procura, nel 2014 Garavaglia si attivò per fermare l’assegnazione del servizio e far rientrare le Croci dell’Alto Milanese, il suo territorio.

In Lombardia, storico bacino elettorale, i guai della Lega sono vari, in alcuni casi comunicanti. Il nome più forte entrato in un’inchiesta è quello di Attilio Fontana, presidente della Regione in successione a Maroni. È accusato di abuso d’ufficio in una maxi-indagine che in tutto ha portato all’esecuzione di 43 ordini di custodia cautelare. L’episodio contestato al governatore è la nomina del socio di studio Luca Marsico (Fontana è avvocato) a un incarico al Pirellone. L’indagine riguarda poi Paolo Orrigoni, ex candidato sindaco di Varese: deve rispondere di corruzione. Avrebbe intascato 50 mila euro per inserire una variante urbanistica al Piano regolatore di Gallarate per consentire la nascita di un supermercato.

massimo garavaglia lega

Poi ci sono Gianbattista Fratus e Giulio Centemero  mentre per turbativa d’asta è stato condannato l’ex sindaco di Adro, Oscar Lancini (la Corte d’appello, però, ha annullato il processo). Intanto nel maxi-processo Rimborsopoli per la Regione Lombardia, sono tredici le condanne che toccano esponenti della Lega. Tra questi, Massimiliano Romeo, attuale capogruppo in Senato, e Angelo Ciocca, passato alla storia per aver calpestato con una scarpa i fogli del discorso del commissario europeo Moscovici. Ciocca è stato appena rieletto a Bruxelles con novantamila preferenze.

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