Economia

L’Atac e il referendum dalla A alla Z – parte 2

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I come Incendi. 21 sono i bus andati a fuoco dall’inizio dell’anno, 22 nel 2017, 14 nel 2016. Flambus è stato battezzato il fenomeno. L’8 maggio Virginia Raggi ha detto che “in effetti sono calati i numeri dei bus incendiati rispetto allo scorso anno”. Dati dei vigili del fuoco pubblicati dal blog Cityrailways.com mostrano come nel triennio 2015-2017 a Roma siano stati 67 gli incendi sui mezzi pubblici, una media di 22,3 all’anno. Tra le grandi città italiane al secondo posto troviamo Genova con 23 episodi e 7,7 incendi all’anno. Numeri che però, proporzionati al numero del parco mezzi a Roma, portano la città eterna al terzo posto, con 32,6 incendi ogni 1000 mezzi circolanti. Secondo una ricerca dedicata proprio agli incendi sui bus firmata da Asstra nel 2010, due sono le cause principali: da un lato il progressivo invecchiamento delle flotte; dall’altro l’aumento dell’incidenza percentuale di autobus omologati secondo norme Europee antinquinamento via via più stringenti. In quest’ultimo caso le prescrizioni e i vincoli impongono ai costruttori l’aumento dei pezzi montati a bordo, con conseguente maggiore difficoltà nella manutenzione ed un più facile surriscaldamento dei vani motori.

J come J’accuse

Il “J’accuse dei dipendenti” era già il tono con cui nel 2012 un gruppo di lavoratori dell’Atac si erano costituiti in un Gruppo Atac svincolato da sindacati e partiti per denunciare la politicizzazione dell’Atac e la necessità di una vera e propria esigenza di “autodifesa” verso “aggressioni, dissesto finanziario, parentopoli”.

K come kilometri

Dal 2006 al 2015 l’offerta complessiva di trasporto pubblico locale a Roma è diminuita di 13 milioni di vetture-km.

 

L come Linda Meleo

“Aprire ai privati non è la soluzione!, “con questo referendum non si sta proponendo una soluzione nell’immediato. I radicali prendono in giro i romani”, è l’opinione dell’assessora alla Città in movimento Linda Meleo.  Ovviamente espressa su Facebook,  perché ottenere da lei una intervista equivale effettivamente al classico cavare sangue da una rapa. Ama invece moltissimo la rubrica “L’assessore risponde”, dove si sceglie sia le domande che le risposte)..  Classe 1977. Laurea in Economia con 110 e lode alla Sapienza, ha poi frequentato corsi di specializzazione a Rotterdam, Gand e Aix-en-Provence, ottenendo un European Master in Law and Economics e un Dottorato di ricerca alla Luiss. Nel sito istituzionale si definisce “docente di economia industriale ed esperta in temi legati all’analisi economica della regolazione, ai trasporti, alle ‘public utilities’, all’energia e all’ambiente”, ma senza indicare in che Università. Risulta invece ricercatrice a tempo determinato in economia applicata presso l’università telematica internazionale Uninettuno e assegnista presso il Gruppo di Ricerche Industriali e Finanziarie-GRIF “Fabio Gobbo” della Luiss. Nel 2009 si occupa della “domanda e dell’offerta di mobilità in ambito urbano e le spese e investimenti per la mobilità urbana a partire dai bilanci comunali” per il rapporto annuale dell’Anci “Città mobili”. Nel 2013 scrive il saggio Roma città sostenibile? per la fondazione di Massimo D’Alema Italianieuropei.  La sua proposta più nota: migliorare i trasporti di Roma con un sistema di teleferiche. Indubbiamente, il problema delle buche ne sarebbe risolto in maniera radicale

M come Metropolitana

Per il servizio metropolitano ci sono 39 veicoli per la Metro A (età media 11 anni), 50 per la B (17,8 anni), 13 per la C (2 anni), per un totale di 102, con età media di 13,2 anni. Il servizio ferroviario regionale conta su 24 mezzi sulla Roma-Lido (19,8 anni), 22 sulla Roma-Giardinetti (55,7 anni) e 20 sulla Roma-Civitacastellana-Viterbo (22,5 anni), totale 66 mezzi con anzianità media di 32,8 anni. Il settore nel complesso ha dunque 168 mezzi, con anzianità media di 20,9 anni. Il servizio di metropolitana viene svolto su tre linee A, B e C per un’estensione complessiva della rete pari a 58,810 km per un totale di 62 stazioni. Il servizio ferroviario regionale viene svolto sulle tre linee Roma-Lido, Roma-Giardinetti/Centocelle e Roma-Viterbo per un’estensione complessiva della rete pari a 135,6 km circa per un totale di 72 stazioni. Si tratta del parco vetture più vecchio d’Europa. Secondo lo Spiegel, Roma ha “i peggiori trasporti pubblici d’Europa”. Alcuni studi hanno definito la Roma-Lido, che serve 100.000 pendolari, come “la linea peggiore d’Italia”.

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N come Nessun Servizio

Secondo alcuni studi riportati sulla stampa, nel 2015 a Roma sarebbe saltata una corsa su 10, per un totale di 19 milioni di chilometri. Nel 2015 nella metropolitana di Roma ci sono stati 38 scioperi, uno ogni 9 giorni, e 21 guasti, uno ogni 12 giorni. Sommandoli, significa una metro ferma ogni 5-6 giorni. Tra trasporti di superficie nel 2015 è stata stimata una media di 350 autobus bus su 1500 fermi ogni giorno per guasti. Nel corso del 2016 le corse effettive sono state il 7,9% in meno di quelle che dovevano essere garantite a febbraio, l’8,1% in meno a aprile, il 12,2% in meno a giugno, il 10% a luglio. L’Autorità garante della concorrenza (Antitrust)  ha avviato un procedimento per pratica scorretta nei confronti dell’Atac e ha inviato anche una segnalazione alla regione Lazio per non aver esercitato i suoi poteri di intervento e sanzione. L’Authority spiega di aver avviato d’ufficio un procedimento istruttorio in materia di pratiche commerciali scorrette nei confronti di Atac, per lo stato in cui versa la gestione dei servizi di trasporto pubblico locale nell’area metropolitana di Roma, in particolare lungo le linee ferroviarie Roma-Lido, Roma-Viterbo, Roma-Giardinetti. Le contestazioni riguardano la sistematica e persistente soppressione delle corse programmate, soprattutto nell’ultimo biennio. Tale soppressione sarebbe avvenuta in larga misura non per cause esogene e occasionali, ma per motivi riconducibili alla gestione ed organizzazione del servizio da parte di Atac.

O come Operatore

Se in base al referendum dell’11 novembre un privato vincesse e diventasse il concessionario del servizio pubblico di trasporto (Tpl), dovrebbe però svolgerlo  a condizioni pubblicistiche. Come spiegano i promotori del referendum. “l’’interesse dei cittadini è che sia pubblico e garantito il servizio, non il proprietario dei beni per svolgerlo. Anzi, se i capitali arrivano da fuori, quelli pubblici che si liberano si possono usare per fare attività di vera pertinenza del Comune (o per ridurne il debito e quindi le tasse per pagare gli interessi)”. Il vincitore della gara avrebbe la possibilità (e l’interesse) di subentrare in tutti i rapporti utili a svolgere il servizio (proprietà o uso dei beni strumentali, e rapporti di lavoro). Per quanto riguarda i rapporti di lavoro, è la legge stessa che prevede che debbano essere reintegrati dal nuovo concessionario. Secondo i promotori del referendum per i lavoratori di Atac, soprattutto per quelli in grado di dimostrarsi bravi e affidabili, la messa a gara sarebbe una ragionevole garanzia di migliori condizioni di lavoro.

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P come Personale

Il personale in forza si è attestato da 11.878 al 31 dicembre 2014 a 11.857 unità al 31 dicembre 2015 e 11.738 all’inizio del 2017. Tra essi 46 dirigenti con stipendio tra i 70.000 e i 200.000 euro, e  1.448 impiegati: Gli addetti effettivi alla circolazione sono 7300. Ogni giorno ne sarebbero assenti 1600. Con essi serve un’area da 1285 km2 nella quale ogni giorno garantisce 4 milioni di spostamenti. Il costo del personale sostenuto nell’esercizio 2015 ammonta ad euro 536.527.342: contro i 440 milioni incassati ogni anno dal contratto di servizio del Campidoglio e altri 71 milioni dalla Regione Lazio per la concessione di due ferrovie urbane,  Nel gennaio 2017 le 400 guardie giurate cui è affidata la sorveglianza minacciano di bloccare i convogli della metro per un ritardo nei pagamenti da  venti milioni di euro, accumulato dal marzo del 2016.

Leggi sull’argomento: L’Atac e il referendum dalla A alla Z – parte 1