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Il ferale annuncio di Paola Taverna

paola taverna vaccini

In un video pubblicato ieri sulla sua pagina Facebook la senatrice e vicepresidente di Palazzo Madama Paola Taverna annuncia una ferale notizia che intristirà tutti: da questo momento non si occuperà più di vaccini. La decisione arriva casualmente subito dopo che la maggioranza Lega-M5S ha deciso di cassare il cosiddetto emendamento Taverna che rinviava all’anno scolastico 2019/2020 l’obbligo di vaccinazione per l’iscrizione alle scuole dell’infanzia lasciando così gli immunodepressi “liberi” di essere a contatto con i non vaccinati, con tutte le conseguenze del caso. La levata di scudi contro l’emendamento («Ci sono 10 mila bambini che non possono vaccinarsi per varie ragioni. E assegnare questi bambini a classi particolari non è possibile sia dal punto di vista organizzativo sia perché significa è una forma di segregazione che ripugna», ha detto il presidente dell’Associazione Presidi Antonello Giannelli in commissione durante la discussione) ha convinto Paola Taverna di aver sbagliato? Ma manco pe’ gnente, direbbe lei. Nel video la Taverna non fa autocritica, non chiede scusa, ci tiene solo a spiegare che lei è sempre stata a favore dei vaccini ma è anche per la libertà di scelta, parla a lungo della legge sugli screening neonatali che nulla c’entra con il discorso, ma, conclude, «il mio impegno sul tema del vaccini può considerarsi concluso con la presentazione del mio disegno di legge nella scorsa legislatura».

Ma è francamente un peccato che la Taverna abbia deciso di concludere il suo impegno sui vaccini con questo video da 77mila visite nei commenti del quale è pieno di antivax (ma che strano! Come mai la Taverna, favorevole ai vaccini, è l’idola degli antivax???), anche se è lei stessa a dire che le sono state chieste interviste ma lei preferisce fare un video (dove non viene interrotta da quelle fastidiosissime domande che potrebbero anche ricordarle cosa ha detto in altre occasioni e chiedere spiegazioni). In ogni caso, a noi pare il caso ricordare il suo fondamentale contributo alla causa dell’aumento delle vaccinazioni con il meraviglioso intervento di Santarcangelo di Romagna, che rappresenta un po’ una summa del Taverna-pensiero sui vaccini. La Taverna inizia subito spiegando che «Noi siamo stati un po’ tirati in questa storia in cui non volevamo entrarci, addirittura le prime azioni all’interno del Parlamento del M5S erano quelle di rivedere i quattro vaccini obbligatori». La questione è quella del vaccino esavalente, una vecchia battaglia no-vax, con il quale si somministravano due vaccini in più di quelli obbligatori. La senatrice fa capire alla platea che se fosse stato per il MoVimento ce ne sarebbero stati ancora meno: «Poi abbiamo fatto anche un altro discorso, considerando che dei quattro vaccini obbligatori ce ne sono alcuni che – come l’Epatite B – possono essere tranquillamente posticipati come età». In poco meno di un un minuto già due espliciti ammiccamenti ai temi cari ai Genitori Preoccupati (ben rappresentati in sala).

Paola Taverna nel video dice che il M5S è a favore delle vaccinazioni ma che ritiene che i vaccini debbano essere discussi con il pediatra “nel rispetto della sensibilità dei genitori” e della “necessità del bambino”. Un’affermazione che è esattamente sovrapponibile alle rivendicazioni dei free-vax e di coloro che chiedono inutili esami pre-vaccinali. Il problema però è che di recente il M5S ha precisato di non essere contro l’obbligo e che la proposta di legge avanzata dalla Taverna è “superata”. Per contrastare gli interessi economici di Big Pharma poi secondo la Taverna i vaccini dovrebbero essere prodotti dallo Stato tramite l’Istituto Farmaceutico Militare. Perché, è il tema, i vaccini devono essere “puliti e sicuri” e anche al riparo da chi ci vuole guadagnare”. Al di là del fatto che avviare la produzione di un vaccino è un processo lungo e costoso non si capisce perché a questo punto lo Stato non dovrebbe produrre da sé tutti i farmaci. Forse perché il M5S non è contro i farmaci ma solo contro le vaccinazioni? Il dubbio è legittimo. Tra gli applausi la Taverna ribadisce che “un bambino non vaccinato è un bambino sano” e non un untore. Il che è senza dubbio vero, fino al momento in cui quel bambino sano non si ammala di una malattia prevenibile con la vaccinazione. Ma la Taverna va oltre ricordando che quando era piccola quando aveva un cugino con una malattia esantematica “facevamo la processione a casa di mia zia”. Ai più attenti non sarà sfuggita la strizzatina d’occhio a quelli che organizzano i morbillo party. Ma la cosa interessante è che la Taverna – e i genitori in sala – accettano tranquillamente il rischio correlato al morbillo ma non quello (decisamente minore) relativo alla vaccinazione. Senza accorgersi che entrambe le “procedure” sono forme di immunizzazione, solo che una delle due (la vaccinazione) è più sicura dell’altra.

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E quando le chiedono se il M5S abrogherà la legge Lorenzin, prima la Taverna dice “eccerto” poi fa capire che i tempi sono tutt’altro che certi e che in ogni caso un governo a 5 Stelle non può tollerare la presenza di dieci vaccini obbligatori. La Taverna “rispetta le idee di quelle persone che non vogliono vaccinare i propri figli” e spiega che “per consentire a loro di fare la propria strada” va messa in atto una campagna di sensibilizzazione “agli altri”. In pratica i no-vax possono tranquillamente continuare a fare la loro libera scelta perché si sarà qualcuno che si farà carico del “rischio” al posto loro. E questo per il futuro governo a 5 Stelle pare essere perfettamente accettabile, anzi, è così che dovrebbero andare le cose.

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«Su questo presunto legame tra vaccini e autismo, cosa ne pensate?» chiede uno dei presenti. La Taverna non vuole deludere la platea ma nemmeno cadere in una trappola e risponde: «ad oggi questa correlazione viene considerata impossibile però io sono dell’opinione che la scienza non è statica, la scienza è per sua natura in evoluzione, se dovessero aggiungersi delle informazioni o pro o contro questa teoria nessuno farà finta di non vederle». Insomma non c’è nessun nesso causale poi “ci sono tante teorie” e se la Taverna avesse la possibilità di gestire un Istituto Superiore di Sanità senza conflitti d’interesse sarebbe “molto più sicura su quello che il Presidente dell’ISS ci racconta”. Se il M5S andrà al governo – conclude la Taverna – si faranno gli stati generali sui vaccini, un tavolo di esperti con discussione pubblica sul tema, perché anche la senatrice ha “dei dubbi”. Anche se lei è sempre stata favorevole alle vaccinazioni, al contrario di quello che hanno capito “i suoi detrattori”. Non fa una grinza, no?

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