Rassegna Stampa

La “vendetta” di Gallera: “Non ero io il problema, ma Aria (amministrata dalla Lega)”

L’ex Assessore al Welfare e alla Salute della Lombardia, tira diverse stoccate alla gestione dei vaccini in Regione

Gallera

Le ultime 24 ore nel palazzo della Regione Lombardia hanno messo (finalmente) in evidenza alcune – non tutte – delle criticità emerse negli ultimi mesi. Soprattutto per quel che riguarda la gestione del piano vaccinale lombardo e il sistema (fallimentare) di prenotazione online. I problemi erano evidenti e le denunce dei cittadini erano quotidiane. Ma fino a ieri, Attilio Fontana e Letizia Moratti si erano limitati a puntare il dito nei confronti della società Aria, senza prendere provvedimenti. Poi, improvvisamente, la decisione di commissariare i vertici – ma non il direttore generale – chiedendo al cda di fare un passo indietro. Una toppa al lassismo dei primi mesi dell’anno e una parziale riabilitazione di Giulio Gallera. O, almeno, questo è quel che ritiene l’ex assessore stanco.

Gallera restituisce il benservito alla Lega: “Non ero io il problema, ma Aria”

Nella sua intervista rilasciata al quotidiano La Stampa, Gallera sottolinea come lui sia stato solamente il capro espiatorio della situazione lombarda e, per questo, ha pagato anche per colpe non sue.

“Il tempo è galantuomo e mi ha restituito un po’ di giustizia. Aria che aveva sbagliato completamente il percorso di acquisizione, a febbraio proponendo una gara con un prezzo senza senso a cui non aveva partecipato nessuno. Ad aprile sbagliando di nuovo, poi strapagando i vaccini che comunque erano pochi e non si trovavano”.

Colpa di Aria, dunque. E stavolta l’ex assessore fa nomi e cognomi.

“C’è questa società, Aria, fortemente voluta dall’assessore Caparini e dalla Lega che si è dimostrata una realtà non efficiente e al di sotto delle aspettative. Il management non si è dimostrato all’altezza. Il controllo e il coordinamento della società Aria era in mano all’assessore al bilancio della Lega”.

Un macigno dalla scarpa. La Lega, in primis Matteo Salvini, all’inizio di gennaio spinse per le dimissioni dell’allora Assessore al Welfare e alla Salute. Eravamo proprio all’inizio della campagna vaccinale anti-Covid e Gallera aveva rilasciato alcune dichiarazione alquanto sorprendenti (come il fatto di non voler richiamare i medici in ferie per iniziare i vaccini, o l’attacco alle altre Regioni che “hanno fatto la corsa” per vaccinare le persone). Insomma, le perplessità su tutto il sistema erano nell’aria. E non solo in quella con la “A” maiuscola.