Rassegna Stampa

E Libero chiede a Rula Jebreal se è "scema" per le parole sul padre di Giorgia Meloni

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Non si placano le polemiche per le parole di Rula Jebreal su Giorgia Meloni e sulla notizia relativa alla condanna, decenni fa del padre che l’ha abbandonata ancora piccolissima. Come spesso accade però Libero per raccontare la vicenda ha usato toni inaccettabili contro la giornalista.

E Libero chiede a Rula Jebreal se è “scema” per le parole sul padre di Giorgia Meloni

Ricordiamo brevemente la vicenda: Rula Jebreal ha scritto su Twitter in riferimento a Giorgia Meloni e alla notizia sul  padre che “Lei non è colpevole dei crimini commessi dal padre, ma spesso sfrutta i reati commessi da alcuni stranieri per criminalizzare tutti gli immigrati, descrivendoli minaccia alla sicurezza. In una democrazia ci sono responsabilità individuali, non colpe o punizioni collettive”. Poi, ha aggiunto in un tweet successivo ricordando l’ormai noto episodio del video dello stupro di Piacenza condiviso da Meloni sui suoi canali social: “Questo atto implicherebbe che i richiedenti asilo sono criminali che vogliono rimpiazzare i cristiani bianchi. Ma ironicamente, il padre di Meloni era un noto narcotrafficante condannato al carcere in Spagna”. E oggi Libero in prima pagina risponde a Jebreal con un insulto travestito da domanda: “Cara Rula, ma sei scema?”

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Poi è lo stesso direttore Alessandro Sallusti a vergare l’attacco sul quotidiano che non è meno aggressivo del titolo di apertura. Scrive infatti nel suo editoriale che “La odiano al punto, Giorgia Meloni, da volerla ferire con ferocia sul piano personale, come ha fatto poche ore fa Rula Jebreal, icona di quella spazzatura umana che è diventata la sinistra elitaria e spesso milionaria”, e ancora: “più semplice è collegare Rula Jebreal alla categoria degli infami, cioè di persona che, per aver compiuto azioni particolarmente turpi e spregevoli, si è resa indegna della pubblica stima. Gli infami sono una pessima razza, peggiore degli assassini”. Scema, spazzatura umana, infame. Peggio di così era difficile