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La buca che Di Battista ha dato al M5S

alessandro di battista

Alessandro Di Battista sta bene dove sta, non deve sciogliere alcuna riserva e non ha intenzione di candidarsi alle elezioni europee. Luca De Carolis, informatissimo cronista del Fatto sui grillini, oggi ci racconta le ultime sul Dibba offeso con il suo MoVimento 5 Stelle tanto da dribblare anche le battutine di Di Maio su chi si estranea dalla lotta:

“Ma io non mi sono dato una scadenza precisa, non c’è nessuna riserva da sciogliere e nessun termine”, ha spiegato l’ex deputato ai suoi interlocutori. Ed è tranquillo, ha assicurato, anche perché “resta re in silenzio è bellissimo”. Però se lui non parla Di Maio lo fa, più volte al giorno.

Per esempio in un video su Facebook di lunedì scorso il vicepremier sembrava proprio mordere lui, l’ex trascinatore di folle grilline, quando ha scandito che “questo non è il momento di fare viaggi, è il momento di combattere”, con un riferimento che a tutti è parso alla vicina trasferta di Di Battista in India, a ridosso delle Europee. E anche l’elogio di “quelli che non hanno mai mollato” pareva un’unghiata ad personam.

Ma l’ex eletto romano è di un altro avviso. E a chi gli chiedeva un commento in queste ore, lo ha detto dritto: “Ho sentito Luigi, mi ha detto che non si riferiva a me. E sono certo che sia così”.

Alla fine c’è spazio anche per il no ufficiale alla candidatura per le elezioni europee:

“Non mi candiderò, l’ho detto appena sono tornato in Italia e non cambio idea”, ripete Di Battista nelle conversazioni private. Anche se glielo hanno chiesto, “più volte, e più persone”. Insomma non sarà il capolista in tutte le circoscrizioni, come pure sperava più di qualcuno ai piani alti del Movimento.

Monica Guerzoni sul Corriere racconta anche un retroscena piuttosto malizioso su come l’hanno presa i 5 Stelle:

Così, dopo averlo prima relegato in un cono d’ombra e poi richiamato in servizio per la sfida del 26 maggio, i «grillini » che contano hanno cominciato l’opera di demolizione. Tra i parlamentari si è diffusa una voce un po’ velenosa, che descrive «Alessandro» pronto a prendersi un altro sabbatico «perché al Fatto gli danno molti soldi». Con i suoi reportage, fanno di conto i nemici interni, «guadagnerà ben di più di quanto prenderebbe a Strasburgo con i tagli imposti dal Movimento».

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