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Il destino misterioso di David Borrelli e i rimborsi degli europarlamentari M5S

david borrelli m5s

David Borrelli si sveglia presto stamattina, così prima delle 5 ha già smentito un articolo pubblicato da La Stampa in cui un virgolettato di Luigi Di Maio gli attribuisce la volontà di fare un terzo mandato e il diniego del capo politico del MoVimento 5 Stelle. Già che c’è, Borrelli smentisce di avere affari in Argentina e “le meschine illazioni” sulla sua vita privata e la sua famiglia.

Il destino misterioso di David Borrelli

Di certo ieri Borrelli è stato «irreperibile» per tutto il giorno e soltanto in serata ha pubblicato il post in cui annuncia di voler aderire a un nuovo movimento di imprenditori e risparmiatori, senza fare nomi né spiegare nulla. Così come non si comprende come mai abbia deciso di andarsene proprio durante i giorni della campagna elettorale e mentre scoppiava il caso Rimborsopoli. Nell’articolo della Stampa  si scrive che il movimento che ha in mente Borrelli dovrebbe essere fondato con l’imprenditore amico di Casaleggio, ex assessore a Roma, Max Colomban, assieme a ex leghisti veneti vicini al mondo delle pmi, con cui Borrelli ha sempre avuto ottimi rapporti. Chi lo conosce a Treviso già lo ha battezzato «Il Movimento Confapri», dall’associazione che riunisce le aziende della zona, fondata da Colomban e Arturo Artom, altro uomo-impresa amico dei Casaleggio.

david borrelli

Tutto è possibile anche se Colomban, a chi gli aveva chiesto lumi, aveva risposto che avrebbe dovuto sentire Borrelli “in settimana”, senza fare riferimento a colloqui o incontri già avvenuti o a decisioni già prese. Di certo c’è solo una cosa: tutte le ipotesi di addio di Borrelli legate a un presunto nuovo partito da fare con Beppe Grillo più o meno all’insaputa del MoVimento 5 Stelle erano baggianate.

I rimborsi degli europarlamentari 5 Stelle

Di certo c’è che anche Repubblica riporta la questione del terzo mandato e la respinta di Di Maio, in un articolo in cui però concentra l’attenzione su altro, ovvero i rimborsi degli europarlamentari del MoVimento 5 Stelle:

Le Iene lo braccano. Setacciano i numeri del gruppo degli eurodeputati. Fanno i conti, ipotizzano che forse i 606 mila euro donati al fondo per il microcredito a febbraio 2017 non siano davvero 606 mila. Non sanno se si tratta solo di contabilità sballata o di uno strano balletto di bonifici. I cinquestelle chiedono a tutti la liberatoria per verificare i versamenti del passato, ma Borrelli, gli ex Zanni e Affronte e l’attuale grillina Moi non firmano.

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La conta dello staff recita: 456.500 euro devoluti fino ad oggi. Mancano all’appello 150 mila euro, oltre ai circa 200 mila che dovrebbero essere stati bonificati da febbraio 2017 a oggi. Trecentocinquantamila euro in tutto, anche se una parte di essi potrebbero essere stati correttamente dirottati verso altre iniziative. In ogni caso è proprio in questo preciso punto della storia che il re di Rousseau si dilegua.

Insomma, anche in Europarlamento è scoppiata la caccia al bonifico e allo scontrino.

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