Economia

Ma la Lega che è a favore della cannabis terapeutica in Abruzzo e Lombardia è la stessa che vota no in parlamento?

Giovanni Drogo|

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La giunta regionale della Regione Abruzzo ha approvato ieri la delibera che disciplina la prescrizione e la dispensazione dei preparati galenici a base di cannabinoidi. La proposta di delibera era stata avanzata dall’assessore Nicoletta Verì (Lega). A seguito dell’adozione della delibera – si legge nel comunicato della Regione – i medicinali cannabinoidi per uso terapeutico potranno essere prescritti sia da medici specialisti del servizio sanitario regionale operanti nei centri autorizzati, che da medici di medicina generale sulla base di un piano terapeutico redatto dal medico specialista.

La Regione Abruzzo e la cannabis ad uso medico

La cannabis in questione non ha nulla a che vedere con la Cannabis Sativa (che ha un contenuto di THC pari allo 0,5%) oggetto dell’emendamento bloccato al Senato dalla Presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati. Qui si parla di cannabis terapeutica utilizzata nella terapia del dolore e conosciuta con il nome di Cannabis FM2 (contenente THC 5% – 8% e CBD 7,5% – 12%) o Cannabis FM1 (contenente THC 13,0-20,0%; CBD<1%), poiché attualmente è prodotta esclusivamente dallo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze.

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Si tratta quindi di una vera e propria Cannabis di Stato prodotta esclusivamente a fini medici e prescrivibile per alleviare «il dolore cronico e di quello associato a sclerosi multipla e a lesioni del midollo spinale; nella nausea e vomito causati da chemioterapia, radioterapia, terapie per HIV; come stimolante dell’appetito nella cachessia, anoressia, perdita dell’appetito in pazienti oncologici o affetti da AIDS e nell’anoressia nervosa; l’effetto ipotensivo nel glaucoma; la riduzione dei movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di Gilles de la Tourette». La produzione e la vendita di questo particolare tipo di cannabis completamente made in Italy è iniziata con un progetto pilota avviato nel 2014 che ha dato il via al ciclo produttivo per la Cannabis FM2 nel 2016 e nel 2018 alla Cannabis FM1.

Tutte le contraddizioni della Lega sulla cannabis terapeutica

Lo Stato è uno spacciatore? No. Come non lo sarebbe nel caso fosse passato l’emendamento Mantero sulla canapa industriale. Eppure anche riguardo alla cannabis terapeutica la Lega ha assunto nel corso degli anni posizioni contrastanti. In Abruzzo la giunta di centrodestra vota a favore della cannabis terapeutica e in Lombardia lo scorso anno è stato approvato un emendamento presentato dal presidente della III Commissione Sanità e Politiche Socialiali Emanuele Monti (Lega) finalizzato a «stabilire le regole per la produzione della cannabis terapeutica all’interno della Regione Lombardia» per rendere autosufficiente la Regione.

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Ma quando si è trattato di votare il DDL sulla coltivazione e la somministrazione della cannabis a uso medico presentato al Parlamento italiano nel 2017 la Lega di Salvini votò contro. Anche Fratelli d’Italia, che in Abruzzo esprime il presidente Marco Marsilio,  votò contro il provvedimento e per voce di Giorgia Meloni disse che «i contorni della norma sono così poco chiari che si rischia, in sostanza, una legalizzazione mascherata di questa sostanza per uso ricreativo». Dimenticando però che la cannabis terapeutica deve essere necessariamente somministrata dietro prescrizione e sotto controllo medico. A febbraio di quest’anno poi il Parlamento Europeo approvò una risoluzione per chiedere una politica a livello comune  sull’uso della cannabis a fini terapeutici e finanziamenti più adeguati per la ricerca scientifica. Il M5S aveva presentato un emendamento riguardante i preparati standardizzati a base di cannabis che pur non essendo medicinali potrebbero essere utilizzati per scopo terapeutico. Anche in questo caso Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si sono opposti contribuendo alla bocciatura dell’emendamento.

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