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Come Giuseppe Conte potrebbe diventare candidato M5S

global compact giuseppe conte

La Stampa racconta oggi in un retroscena a firma di Federico Capurso il piano del MoVimento 5 Stelle per candidare Giuseppe Conte in caso di elezioni anticipate allo scopo di aggirare il problema del secondo mandato espletato da Luigi Di Maio, che in teoria alla chiusura di questa legislatura dovrebbe ritornare al suo lavoro (ma tutti sappiamo che sarà difficile).

Conte sta diventando, in termini di consenso, il vero anti-Salvini del Movimento 5 stelle. Secondo gli ultimi sondaggi di Emg, il gradimento nei suoi confronti, arrivato al 46 per cento, è ormai superiore a quello di Di Maio, fermo al 43, e sfiora il leader leghista che raccoglie il plauso di 49 italiani su 100. Non solo. L’idea di una guida in continuità con la presidenza attuale piace anche alle truppe parlamentari M5S.

Le sue radici, lontane dal movimentismo grillino (dichiarò di non aver mai votato per i Cinque stelle), un tempo sarebbero state un ostacolo. «Ma ormai non si può più considerare come un estraneo – dice il sottosegretario M5S di Palazzo Chigi, Vito Crimi – Si è totalmente integrato nel Movimento e in quello che il Movimento rappresenta culturalmente».

giuseppe conte

E che Giuseppe Conte si sia perfettamente integrato con i grillini è oggettivamente vero: all’ONU lo hanno appena sperimentato visto che il presidente del Consiglio italiano un paio di settimane fa aveva annunciato la firma dell’Italia sul Global Compact e la settimana scorsa se l’è rimangiata per volere della Lega. Chi è più integrato di così nel grillismo, a parte Dibba col TAP?

Le regole interne dei Cinque stelle, oltre a imporre il limite del doppio mandato, definiscono anche i criteri con cui si conquista la guida del partito. La votazione online che portò Di Maio sul trono ebbe il sapore della democrazia bulgara, ma da quelle stesse primarie interne dovrà passare anche Conte. Non un problema.

«Di certo non avrebbe problemi a superare le parlamentarie», scommette Paragone. Che allontana l’idea di dare l’addio a Conte una volta finita la legislatura. E accarezza l’ipotesi di una sua futura candidatura: «Non butterei via l’esperienza che ha maturato da presidente del consiglio». L’ultimo interrogativo sarà il «modello di Movimento» che i vertici decideranno di portare alle prossime elezioni.

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