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Così la Chiesa ha fregato Salvini e Conte sui naufraghi della Diciotti

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Dopo l’indagine nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini ieri il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato lo sbarco dei naufraghi che ancora si trovavano sulla nave Diciotti a Catania sostenendo che saranno accolti da Albania, Irlanda e dal Vaticano. Una soluzione provvidenziale, come si suol dire, visto che nel frattempo era scoppiato il bubbone Salvini e l’intero governo stava finendo nel vortice dell’inchiesta.

Così la Chiesa ha fregato Salvini e Conte sui naufraghi della Diciotti

Ma, come sappiamo, il governo Conte ama propagandare fesserie riguardo soluzioni trovate e accordi raggiunti che poi finiscono a scontrarsi con la realtà dei fatti riportando gravi danni. È stato così all’epoca dell’annuncio dell’accordo raggiunto con l’Europa sui migranti, che si è infranto al primo tentativo di ricatto dell’Italia. Per questo conviene guardare un po’ più da vicino cosa è successo ieri per capire meglio come sono andate le cose. Scrive Goffredo De Marchis su Repubblica che il Vaticano era pronto anche ad allestire un campo profughi nel suo territorio, a Santa Maria di Galeria, pochi chilometri da Roma, dove ci sono le antenne radio dismesse di Radio Vaticana: “Poi, in una riunione convocata d’urgenza venerdì nella Santa Sede si è deciso che la collocazione degli immigrati della Diciotti sarebbe toccata alla Conferenza episcopale italiana, cioè ai vescovi e alle strutture delle diocesi sul territorio italiano“.

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Ora, la questione dell’extraterritorialità di Santa Maria di Galeria funziona così: a seguito di speciali accordi tra le parti, le autorità dell’Italia non possono esercitare in tale zona i loro poteri di polizia (investigazioni, sequestri, consegna di citazioni, arresti). Però, il diritto a giudicare su un determinato reato, o addirittura delitto, che ivi avvenisse, resta alla magistratura italiana. Proprio la stessa situazione che esiste, in tutto il mondo, per le ambasciate di Paesi stranieri nelle capitali delle varie Nazioni.

Il gioco di prestigio del Vaticano

Ecco quindi che se il punto, come hanno spiegato Salvini e Conte, è la presenza di richiedenti asilo e profughi sul territorio italiano, questo non verrebbe in ogni caso risolto da Santa Maria di Galeria, perché se anche tutti venissero ospitati lì, sarebbe risolta “solo” la questione del vitto e dell’alloggio mentre la magistratura italiana avrebbe il compito di decidere se si tratta di aventi diritto alla protezione internazionale o meno. Nel frattempo i richiedenti asilo sarebbero liberi di circolare nel territorio italiano. E se compissero reati a Ponte Galeria, dovrebbe essere la magistratura italiana a giudicarli. E se avessero diritto alla protezione internazionale, a quel punto tornerebbero in carico all’Italia.

Ma è inutile porre la questione in questi termini perché Repubblica specifica che i naufraghi della Diciotti saranno accolti nelle diocesi in territorio italiano. Lì verranno loro garantiti vitto e alloggio ma si troveranno sul territorio italiano. In concreto l’Italia risparmia i soldi dell’accoglienza e si tiene tutto il resto. Anzi, fino a qualche tempo fa – chissà se oggi è ancora così – il 17% degli stranieri accolti nel Belpaese erano presi in carico dalla Cei. Ma di questi 23.201 immigrati che risultano nelle strutture religiose, solo 4.929 mangiavano grazie a fondi ecclesiastici o donazioni. I restanti 18.272 (il 79%) la Chiesa li accoglieva sì, ma usando i soldi dello Stato. Un’altra grande vittoria del governo Conte, insomma. Come quella sui migranti in Europa di qualche settimana fa.

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