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Cosa succede se Chiara Appendino viene indagata per omicidio colposo e lesioni

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Chiara Appendino ha negato ieri di aver ricevuto l’avviso di garanzia dalla procura di Torino per i fatti di piazza San Carlo e la morte di Erika Pioletti. Eppure da ieri il tam tam parla di venti avvertimenti in arrivo per chi è al vertice di Comune, Enti strumentali, Questura e Prefettura .

Cosa succede se Chiara Appendino viene indagata per concorso in omicidio colposo

La Appendino è già indagata per lesioni come atto dovuto in seguito alle querele presentate da chi si è ferito gravemente in piazza, ma questa seconda tegola dovrebbe abbattersi presto sulla testa della sindaca in una situazione particolare. È infatti ancora aperta la ferita dell’addio del capo di gabinetto Paolo Giordana per l’enorme fesserie di aver chiesto di togliere una multa a un amico. Giordana però non era soltanto un uomo dell’amministrazione, ma rappresentava per Chiara anche il parafulmine della consiliatura e il suo consigliere più stretto.
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Ritrovarsi senza di lui e dover fronteggiare la tempesta giudiziaria e mediatica non è il massimo per la sindaca. Gli avvisi di garanzia dovrebbero arrivare lunedì a urne in Sicilia (e a Ostia) chiuse: il Corriere della Sera scrive che i due filoni investigativi confluiranno in un unico faldone d’inchiesta e oltre alle accuse di omicidio e lesioni colposi si ipotizzerà, in punta di diritto, la «cooperazione» involontaria fra i vari soggetti. “In altre parole, i pm sosterranno che gli indagati, violando l’obbligo di controllo, avrebbero cooperato a causare il disastro di piazza San Carlo pur senza volerlo. A essere chiamati in causa saranno, quindi, i vertici istituzionali, dirigenti e funzionari che si sono occupati dell’organizzazione dell’evento,delle misure di sicurezza presenti in piazza e della gestione dell’emergenza, con particolare riferimento all’ordine pubblico. Ed è in questo contesto che, tra i destinatari del provvedimento, ci sarebbe anche il questore, Angelo Sanna”.

Il sostegno di Grillo e del M5S

Di certo c’è che Grillo e il MoVimento 5 Stelle torinese e nazionale faranno da scudo alla sindaca in modo compatto. Il cambio di regole sugli avvisi di garanzia per gli eletti la mette al riparo da qualunque procedimento automatico, e d’altro canto la Appendino non aveva mai firmato i “contratti” con il M5S che invece hanno firmato a Roma e firmeranno in Regione Lazio. Ma, racconta oggi Paolo Griseri su Repubblica, il fronte interno continua a non essere tranquillo:

Dopo il 3 giugno il gruppo consiliare ha preteso e ottenuto di avere un suo rappresentante in giunta. Alberto Unia, commerciante di prodotti biologici, è oggi assessore all’ambiente ed è il vero commissario politico dell’amministrazione. Le voci dicono che presto verrà seguito da altri assessori politici in sostituzione degli attuali tecnici.
Così, uscito di scena il braccio destro Giordana, personaggio sui generis ma certo non grillino, gli uomini e le donne dell’Algoritmo acquistano un peso sempre maggiore nell’amministrazione torinese. La scelta di non sostituire Giordana lasciando vacante l’incarico di capo di gabinetto (uno dei candidati era proprio Unia) sembra un tentativo di Appendino di sottrarsi all’abbraccio stringente del Movimento.

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Su altri versanti le cose non vanno meglio. «Vi abbiamo votato siamo ancora senza casa», hanno gridato il 26 ottobre gli abitanti del quartiere delle Vallette, periferia Nord della città. Lì dove un anno e mezzo fa aveva fatto il pieno di voti, Appendino è stata interrotta durante una conferenza stampa. Ha dovuto incontrare i protagonisti della protesta facendo slittare di mezz’ora gli appuntamenti successivi.
Non le è andata meglio lunedì scorso, in consiglio comunale, con i sindacati dell’azienda dei trasporti Gtt a contestarla sotto le finestre e la delegazione salita a illustrare le ragioni della protesta estromessa dalla sala. Momenti difficili. Lo scontro sul futuro della società dei trasporti, indebitata per mezzo miliardo, è tutto politico. Per evitare il conflitto con l’ala dura del Movimento Appendino resiste all’idea di una privatizzazione che appare inevitabile. In alternativa ci sarà il commissario.

Ecco quindi che la Appendino, così come la Raggi a Roma, potrebbe traballare a prescindere dalla sua maggioranza.