Fact checking

Il senso di Casapound (e degli altri) per Roberto Spada

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«Ci vuole poco a fare chiarezza. Roberto Spada non è un esponente di CasaPound. Con lui non condividiamo nulla, se non una sua presenza ad una festa per bambini in piazza 18 mesi fa. Non rispondiamo certo delle sue azioni e la violenza è sempre deprecabile»: così Simone Di Stefano di Casapound su Twitter risponde a chi gli chiede dei rapporti tra i Fascisti del Terzo Millennio e Roberto Spada, che oggi ha colpito con una capocciata il giornalista Davide Piervincenzi di Nemo mentre quest’ultimo gli chiedeva del suo endorsement a Casapound.
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Il senso di Casapound per Roberto Spada

Di Stefano è una persona modesta. Non si tratta infatti di mera presenza, per quanto riguarda quella festa organizzata da Casapound. La palestra Femus Boxe, intestata alla moglie di Spada, era indicata tra gli organizzatori insieme a Casapound.
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Di certo è bello che Di Stefano dica che la violenza è deprecabile, soprattutto perché il candidato di Casapound a Ostia Luca Marsella è stato condannato per minacce del tipo “Vi accoltello, vi ammazzo come cani” ad alcuni studenti di un liceo della zona. Lo stesso Marsella che su La7 qualche tempo fa rivendicava la foto con Roberto Spada a una festa per bambini che Casapound organizzò qualche tempo fa. All’epoca dlel’intervista rilasciata a Giovanni Parenzo Marsella, che aveva pubblicato il famoso scatto, ricordò che la foto era stata scattata “in un quartiere abbandonato dalle istituzioni”, senza rispondere in alcun modo se non “condannando qualsiasi atto criminale”.

Nessuna condanna né dissociazione invece da parte dei Fascisti del Terzo Millennio nei confronti dell’endorsement indiretto che il 26 ottobre scorso lo stesso Spada dedicò a  Casapound prima delle elezioni ad Ostia, che hanno portato un risultato lusinghiero per Marsella e Di Stefano.

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L’endorsement indiretto di Roberto Spada per Casapound

Lo stesso Marsella ieri su Facebook scriveva: “Dalla Rai a La7 tutte le principali trasmissioni televisive stanno (s)parlando del risultato di CasaPound ad Ostia. Accuse, diffamazioni, insinuazioni a cui né io né nessun altro esponente di CasaPound possono rispondere se non in servizi tagliati ad arte. Neanche di fronte ad un eclatante 9% ci invitano e ci permettono di partecipare al dibattito. Quando si accorgeranno che le loro ingiurie non funzionano e che più parlano di CasaPound più prendiamo voti, sarà troppo tardi: saremo già in Parlamento a prendere a calci i traditori della patria”. A calci, non a capocciate.

La politica italiana e Roberto Spada

Oggi i toni di Marsella sono diversi: «È incredibile che oggi ci venga richiesto di prendere una posizione su questioni che non riguardano CasaPound. Soprattutto se poi a chiederci conto sono quegli stessi giornalisti che dal giorno successivo alle elezioni e nei giorni precedenti, hanno messo in atto il vergognoso tentativo di ascrivere il nostro successo elettorale ad inesistenti sodalizi gettando fango sul movimento e sulla mia persona», dice su Facebook .
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E in effetti è vero che l’indignazione di oggi è in qualche modo strumentale. L’aggressione al giornalista di Roberto Spada, che era finito in polemiche piuttosto surreali per la condivisione di un post di Alessandro Di Battista qualche tempo fa ai tempi di un’altra campagna elettorale, è diventata intanto oggetto di campagna elettorale. La sindaca Virginia Raggi, il capogruppo M5S in Assemblea Capitolina e la candidata grillina al X Municipio si sono affrettati a condannare l’aggressione a Piervincenzi. La Di Pillo ha però aggiunto che Fratelli d’Italia, se non condanna, è “mandante morale” dell’aggressione al giornalista, mentre Ferrara ha detto che questi sono “i signori che rischiano di appoggiare la coalizione di centrodestra guidata da Monica Picca al ballottaggio del 15 novembre”. Proprio oggi che un giornalista è stato ricoperto di insulti per un’intervista a Di Maio.

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