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Bill Gates e la cura del plasma per il Coronavirus che non piace ai complottari

@neXt quotidiano|

Dopo la clamorosa buca sul complotto dei poteri forti contro il profilo facebook di Giuseppe De Donno, un’altra notizia sta mettendo in subbuglio la rete: Bill Gates (sì, proprio “quel” Bill Gates del microchip sottocutaneo con il vaccino COVID-19) è impegnato nella creazione di un farmaco che usa il plasma per combattere il Coronavirus SARS-COV-2.

Bill Gates e la cura del plasma per il Coronavirus

La notizia in realtà è vecchiotta – un articolo di The Verge che la illustra è datato 20 aprile – ma è ugualmente ghiotta per il piccolo universo di indagatori del complotto in servizio permanente effettivo, subito prontissimi a metterla in relazione con (l’inesistente) complotto del profilo di De Donno oscurato da Facebook.

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Anche perché si vede lontano un miglio che “lo squalo finto filantropo ha annusato l’odore del sangue”:

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Anche perché Microsoft, si sa, è il male:

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Ed ecco che allora la cura del plasma per il Coronavirus funziona, sì, ma è una trappola:

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Anche perché, diciamocelo, lui non è che fa il plasma come si faceva una volta, con nonna che metteva il pentolino sul fuoco e lo faceva bollire pian pianino aggiungendoci gli odori dell’orto sotto casa: no, no, lui dopo lo vuole “condire” con i vaccini.

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Insomma, c’è chiaramente la fregatura. E poco importa se l’annuncio della COVIG-19 Plasma Alliance risale a giorni fa, quando lagggente ancora non sapeva dell’esistenza della plasmaferesi.

Cosa sta facendo Microsoft con la cura del sangue per COVID-19

E adesso veniamo alle cose serie. Microsoft sta lanciando uno strumento di auto-screening per individuare tra i convalescenti di COVID-19 quali persone siano qualificate per donare il proprio plasma iperimmune nella speranza di creare un trattamento per i malati di #Covid19. La questione è segreta, segretissima, e infatti è scritta nel blog aziendale dell’azienda di Bill Gates. “Prima i pazienti COVID-19 guariti donano plasma convalescente, prima l’Alleanza può essere in grado di iniziare a produrre una potenziale terapia e iniziare studi clinici”, secondo il post. “Questi studi determineranno se questa terapia potrebbe trattare i pazienti a rischio di gravi complicanze da COVID-19”.

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The Verge ricorda che somministrare il plasma con anticorpi dei guariti ai malati è una pratica diffusa da oltre un secolo e che riguardo COVID-19 alcune prime informazioni suggeriscono che le infusioni di plasma abbiano aiutato i tempi di recupero di alcuni pazienti, ma è ancora troppo presto per dire quanto sia efficace il trattamento. I ricercatori negli Stati Uniti continuano a condurre studi controllati sul plasma per i pazienti con COVID-19.

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Infografica dell’ANBI

L’obiettivo di COVIG-19 Plasma Alliance è di usare una terapia chiamata globulina iperimmune policlonale (H-Ig). Il processo riunisce più donazioni di plasma. Quindi, gli anticorpi vengono concentrati in una forma liquida, che i ricercatori cercheranno di utilizzare per creare un farmaco in grado di curare il virus. La terapia dovrebbe essere sottoposta a studi clinici prima di essere approvata per il trattamento di pazienti Covid-19. L’idea è di cominciare negli Stati Uniti per arrivare in Europa.

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Oltre a Microsoft, l’alleanza include Biotest, BPL, LFB, Octapharma, CSL Behring e Takeda. La Bill and Melinda Gates Foundation – quella che secondo alcuni boccaloni vorrebbe ridurre la popolazione mondiale – è consulente del progetto.

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