Politica

Ufficiale: Ugo Grassi lascia il M5S e va nella Lega

Partecipa, scegli, cambia (partito). Il professore di diritto che sosteneva la bontà delle clausole M5S contro chi cambia partito durante la campagna elettorale… ha cambiato partito

ugo grassi

Il senatore Ugo Grassi, eletto con il MoVimento 5 Stelle, ha aderito al gruppo della Lega. Il passaggio è stato formalizzato oggi. È quanto comunica la Lega in una nota accompagnata dalla soddisfazione espressa da Matteo Salvini: “Diamo il benvenuto al senatore Grassi. Porte aperte per chi, con coerenza, competenza e serietà, ha idee positive per l’Italia e non è succube del Pd. Su riforma ed efficienza della giustizia e rilancio delle università italiane, col senatore Grassi lavoreremo bene”. Grassi, secondo quanto raccontato dalla Stampa, ieri era a cena con i senatori leghisti insieme a Francesco Urraro dopo il voto sul MES in Senato.

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La risposta di Grassi a un commento sulla sua bacheca fb

La parte divertente della vicenda è che Grassi quando era in campagna elettorale con il M5S sosteneva che il vincolo di mandato e la clausola da 100mila euro per chi lasciava il gruppo grillino fossero validi. Poi, il 27 settembre scorso, proprio quando erano scoppiati i suoi maldipancia nei confronti dell’esecutivo, cambiò idea e in un’intervista al Mattino dichiarò: «Non lo può fare. Di Maio stia bene attento a invocare l’applicazione della clausola antidefezione da 100mila euro. È in contrasto con l’articolo 67 della Costituzione». Insomma, aveva cambiato idea. Com’era lo slogan? Partecipa, scegli, cambia (partito).

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Il finto esperto di Costituzione (così definiva quelli che, come lui qualche tempo dopo, si erano accorti prima di lui che la clausola non valeva niente) Ugo Grassi ha anche scritto una lettera diffusa dalla Lega per spiegare la sua scelta. “Il punto è che il mio dissenso non nasce da un mio cambiamento di opinioni – si legge in un passaggio della lettera diffusa dallo staff della Lega – bensì dalla determinazione dei vertici del Movimento di guidare il Paese con la granitica convinzione di essere i depositari del vero e di poter assumere ogni decisione in totale solitudine. Gli effetti di questo modo di procedere sono così gravi ed evidenti (a chi vuol vedere), da non dover neppure essere esposti. Basti l’esempio della gestione dell’ex Ilva per dar conto dell’assenza di una programmazione nella gestione delle crisi”. Il che è shockante, visto che il professore e senatore Grassi, eletto nel 2018 con il M5S, si è accorto soltanto dopo la sua elezione che i vertici del M5S da quando il M5S è nato decidono tutto loro in totale solitudine. Intanto Di Maio lo attacca: “Se ci sono senatori come Grassi, che è appena passato alla Lega, evitino di utilizzare una cosa non vera come il Mes. Consegnino una bella lettera al presidente del Senato e dicano semplicemente che vogliono cambiare casacca e tradire il mandato che i cittadini hanno dato. Non c’è nulla di male” a voler lasciare, “ma a quel punto vadano a casa, altrimenti a quella lettera alleghino anche un listino prezzi sul mercato delle vacche”.

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