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I trenta grillini pronti a trotterellare fuori dal M5S

abbraccio salvini berlusconi moncalvo

C’è una lista, c’è un Berlusconi in chiara iperattività da qualche tempo e ci sono i numeri ballerini della maggioranza Lega-M5S in Senato. Gli ingredienti per una Mossa del Cavallo sono tutti lì sul tavolo, sul quale sono depositati anche i nomi di una trentina di parlamentari grillini che potrebbero mollare il MoVimento e passare al centrodestra per dare vita a un governo Salvini di cui il Cavaliere sarebbe l’azionista con la golden share.

I trenta grillini pronti a trotterellare fuori dal M5S

Trentatré grillini? No, per ora sono trenta. Sei sarebbero già pronti a fare il salto della quaglia, proprio al Senato, dove la maggioranza gialloverde ha uno scarto di 8 voti,«almeno»6 grillini guarderebbero con interesse a un approdo fra le fila di Forza Italia, racconta oggi il Corriere della Sera. E altri 10 sarebbero tentati di aprire un dialogo con le truppe di Berlusconi. Alla Camera invece sarebbero una ventina di deputati che manifestano un forte disagio.

Il motivo? A spiegarlo è un parlamentare azzurro che dialoga quotidianamente con i dissidenti: «Si aspettavano di arrivare in Parlamento e di non fare gli schiacciabottoni». Guai però a rivelare nomi e volti. Eppure l’identikit riporta a senatori che «nell’80 per cento dei casi sono alla seconda legislatura» e che stando allo statuto del M5S non potrebbero essere candidati una terza volta.

salvatore caiata impresentabile m5s - 1

Mentre nel caso di Montecitorio si tratterebbe di giovani deputati alla prima legislatura tentati dalla sirene berlusconiane che all’inizio potrebbero approdare al gruppo misto di Caiata e Vitiello, ex grillini che oggi lavorano a una stampella di «responsabili». Con un occhio anche ai conti: sono molti infatti parlamentari grillini che avrebbero sottoscritto mutui a tasso agevolato presso la filiale bancaria alla Camera.

Questa ricostruzione presenta elementi di grande credibilità perché molti parlamentari grillini sono oggi al secondo mandato, ed è impossibile non notare che infatti proprio ora hanno preso a mostrare i loro maldipancia nei confronti del governo e di Salvini, e non prima quando il governo è stato formato.

La campagna acquisti di Berlusconi

La campagna acquisti di Berlusconi è quindi reale e d’altro canto il Cavaliere conosce ottimi argomenti per convincere chiunque. Il suo piano invece è ambizioso: ritiene di poter riportare Salvini a Canossa organizzando una maggioranza di governo a guida del centrodestra e legando mani e piedi il Capitano a Forza Italia e al suo destino. Una scelta politica che però a Salvini forse non conviene molto: oggi la sua leadership è percepita come innovativa in tanto in quanto è abbinata a quella del M5S e tornare da Berlusconi potrebbe non essere la mossa giusta per crescere nei sondaggi, anzi.

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Senza contare che a quel punto lui diventerebbe il traditore del governo del cambiamento. Una figura che oggi il ministro dell’Interno non vuole correre il rischio di fare, soprattutto dopo il nervosismo della frangia noeuro del suo elettorato, rimasta sconcertata per le aperture all’Europa e alla Germania. Il rischio di Salvini è che la sua leadership cominci a tramontare come quella di Di Maio a causa di una mossa sbagliata. E il ritorno con il Vecchio Arnese per eccellenza potrebbe diventarlo presto.

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