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Spieghiamo a Toninelli perché gliene dovrebbe “fregare” di andare a Lione

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«Chi se ne frega di andare a Lione grazie ad un buco inutile nella montagna». È un Danilo Toninelli al massimo della concentrazione e della lucidità quello che ieri in collegamento con Coffe Break su La 7 ci ha spiegato perché la TAV non s’ha da fare. Dal punto di vista tecnico l’argomentazione del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture non ha alcun senso, perché di tecnico ce n’è ben poco. Toninelli ha parlato più come il tizio che appoggiato al bancone del bar commenta le notizie che scorrono sulla televisione che come persona informata sui fatti.

Perché a Toninelli dovrebbe “fregare” di andare a Lione

Toninelli ha poi continuato imperterrito a scrivere la storia spiegando su Twitter che l’analisi costi benefici sulla TAV «è stata decisa da un Governo sovrano». Chissà se Toninelli ha inteso male l’articolo 1 della Costituzione, quello che parla di sovranità popolare e quindi del Parlamento, oppure se stava pensando ad un’innovativa forma di sovranismo, quella secondo la quale il governo è una sorta di entità equiparabile al monarca sovrano. È evidente che dopo anni passati a parlare di inesistenti “governi eletti dal popolo” il nostro eroe abbia finito per credere che il suo sia stato eletto direttamente dagli italiani (anche se non risulta che ci fosse una coalizione Lega-M5S alle ultime elezioni).toninelli tav torino lione chi se ne frega - 2

Toninelli evidentemente ci capisce di diritto costituzionale quanto ne capisce di TAV o di “buchi inutili” nelle montagne (come quello del Brennero). Andiamo con ordine, a Lione ci si può andare già ora, in treno, in aereo o in macchina, come preferite. Ovviamente ci andate se avete un qualche interesse o necessità di andarci.

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Nei cerchi rossi il collegamento tra Torino e Lione

Se proprio non ve ne frega nulla di andare a Lione potete pure non andarci. Un po’ come se non avete alcun interesse ad andare a Roma o a Venezia (sembra una bestemmia ma sicuramente qualcuno c’è) potete tranquillamente evitare di farlo.

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A cosa serve davvero la TAV

Il punto che il ministro non coglie è che la TAV non serve per “andare a Lione”. La linea ferroviaria Torino-Lione fa parte di un sistema ferroviario più ampio noto con il nome di Corridoio Mediterraneo. Il Corridoio è – si legge sul sito di Telt-Sas, la società costruttrice del tunnel transalpino- «l’asse Est-Ovest della rete TEN-T» che sta per Trans-European Transport Network. L’obiettivo del Corridoio, prosegue la spiegazione, «è garantire un collegamento stabile, a sud delle Alpi, tra l’Europa Occidentale e quella centro-orientale, della Spagna all’Ungheria fino al confine con l’Ucraina». La Torino-Lione è  una linea per merci e passeggeri che lunga circa 270 km (per il 70% in territorio francese)  ed è solo un piccolo tratto di una rete ferroviaria e di interconnessione multimodale – ci sono anche collegamenti stradali, portuali e aeroportuali – immensa (il solo Corridoio è lungo 3.000 km).

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A sua volta Ten-T fa parte di un progetto – in fase di costruzione – di una metropolitana europea. Ed è curioso che Toninelli – che il Piemonte lo conosce bene – contrapponga la TAV ad una nuova linea della Metropolitana di Torino, che non c’entra nulla e che non serve a trasportare merci ma solo persone. È un po’ come paragonare mele e pere, un’attività che al governo giallo-verde viene benissimo. L’obiettivo della rete TEN-T che «intende bilanciare attraverso il Corridoio Mediterraneo quelli Reno-Danubio e le direttrici Est-Ovest più a Nord (Olanda, Germania, Polonia)».

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Il Corridoio Mediterraneo all’interno del quale è iscritta la Torino-Lione [Fonte]
Vale a dire che è inutile lamentarsi di essere “tagliati fuori dall’Europa” quando si sta attivamente provvedendo a segare il ramo che ci collega al resto dell’Unione Europea. Sul sito della Commissione Europea è possibile non solo vedere l’intero tracciato del Corridoio Mediterraneo ma anche visualizzare una mappa completa della rete, come dovrà essere una volta ultimata.

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Quello che per noi sembra un’infrastruttura gigantesca è un piccolo tassello di una rete “metropolitana” che punta a creare un’Europa più unita. Va da sé che se al governo attuale non interessa l’Europa, ed anzi sogna di sganciarsi il più presto possibile da tutto a che fare con l’Unione Europea è perfettamente legittimo dire “chissenefrega di andare a Lione”. Ma anche sa Toninelli non interessa andare a Lione e preferisce che gli imprenditori piemontesi guardino verso Torino che oltre confine non significa che ai suddetti imprenditori non interessi spostare le proprie merci al di fuori di un Paese che si appresta a rilanciare la propria domanda interna grazie al Reddito di Cittadinanza.