Economia

Tito Boeri se ne frega di Salvini

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Da qualche tempo Matteo Salvini ha messo nel mirino Tito Boeri, presidente dell’INPS nominato da Matteo Renzi (con il quale i rapporti tuttavia non sono mai stati eccellenti). Proprio ieri il leader della Lega in un video è tornato a segnalare che vuole cacciarlo: “C’è ancora qualche fenomeno, penso anche al presidente dell’Inps, che dice che senza immigrati è un disastro. Ma ci sarà tanto da cambiare anche in questi apparati pubblici”

Tito Boeri se ne frega di Salvini

Inutile sottolineare che Salvini utilizza contro Boeri un livello di polemica che scende molto al di sotto dei livelli minimi di ridicolo. La sua dichiarazione completa è infatti questa: “L’immigrazione positiva, pulita, che porta idee, energie e rispetto è la benvenuta. Il mio problema sono i delinquenti, come quello che ha ammazzato un italiano di 77 anni a Sessa Aurunca, preso a pugni da una di queste ‘risorse’ che ci dovrebbero pagare le pensioni. Perché c’è ancora qualche fenomeno, penso anche al presidente dell’Inps, che dice che senza immigrati è un disastro. Ma ci sarà tanto da cambiare anche in questi apparati pubblici”. Tuttavia è chiaro anche a un cieco che Boeri ha sempre parlato dei contributi degli immigrati che lavorano, ovvero che portano “idee, energie e rispetto”, e non dei delinquenti che non risulta paghino i contributi all’INPS.

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Ma siccome al ridicono non c’è mai fine, oggi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Giancarlo Giorgetti al Corriere della Sera ha avuto la splendida idea di difendere Salvini: «Quella di Salvini è stata una reazione. Non credo se ne sia uscito così per primo». Anche a un cieco è invece evidente che Boeri non ha insultato Salvini ma ha detto: “Avere immigrati regolari ci permette di avere flussi contributivi significativi”. Ora bisognerebbe chiedere a Giorgetti dove sta in questa frase l’insulto o il riferimento a Salvini. Probabilmente il sottosegretario lo spiegherà non appena avrà finito di illustrare la sua personale coerenza sull’euro.

Cosa dice Tito Boeri nella relazione annuale dell’INPS

Per fortuna Boeri non sembra però essere particolarmente intimidito dalle minacce di Salvini. E oggi, presentando la relazione annuale dell’INPS, torna a ribadire i concetti, i dati e i fatti che hanno fatto arrabbiare il leader della Lega contro quella bastarda della realtà. Ovvero che il sistema pensionistico rischia di non farcela perché ci sono pochi giovani al lavoro e troppi anziani in pensione e che i contributi dei primi non ce la farebbero a pagare le pensioni dei secondi, tra l’altro più sostanziose perché calcolate con il sistema retributivo o misto. L’equilibrio, secondo i dati dell’INPS, potrebbe essere raggiunto solo attraverso il contributi del lavoro degli immigrati.

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INPS, i calcoli di quota 100

Boeri ha anche spiegato che “Ripristinando le pensioni di anzianità con quota 100 (o 41 anni di contributi) si avrebbero subito circa 750.000 pensionati in più”, e quindi che “Quota 100 pura costa fino a 20 miliardi all’anno, quota 100 con 64 anni minimi di età costa fino a 18 che si riducono a 16 alzando il requisito anagrafico a 65 anni, quota 100 con 64 anni minimi di età e il mantenimento della legislazione vigente per quanto riguarda i requisiti di anzianità contributiva indipendenti dall’età costa fino a 8 miliardi”. Boeri sta parlando della riforma della Fornero proposta dalla Lega.

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La Riforma Fornero e Quota 100: cosa succede alle pensioni (Il Sole 24 Ore, 6 giugno 2018)

Mentre sul punto che attualmente interessa di più a Salvini, Boeri ha detto che “la classe dirigente del nostro Paese dovrebbe essere impegnata in prima fila nel promuovere consapevolezza demografica. Chi si trova a governare con una popolazione cosi’ disinformata fa molta fatica a far accettare all’opinione pubblica le scelte difficili che la demografia ci impone”. Dimezzando i flussi migratori – ha proseguito Boeri – in 5 anni perderemmo una popolazione equivalente a quella odierna di Torino. Azzerando l’immigrazione perderemmo 700 mila persone con meno di 34 anni nell’arco di una legislatura. Secondo Boeri, “tutti sono d’accordo sul fatto che bisogna contrastare l’immigrazione irregolare” ma si dimentica che per ridurre l’immigrazione clandestina bisogna aumentare quella regolare.

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Pensionati e lavoratori secondo l’INPS

In Italia – ha sottolineato – c’è “una forte domanda di lavoro immigrato” e in presenza di decreti flussi del tutto irrealistici, questa domanda si riversa sull’immigrazione irregolare degli overstayer, di chi arriva in aereo o in macchina, non coi barconi ma coi visti turistici, e rimane in Italia a visto scaduto”. L’impennata di colf e badanti extracomunitarie dimostra che questi lavori continuano a essere richiesti, ma vengono svolti senza versare i contributi.

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Percezione dei fatti e loro reale peso nella società (INPS)

Ma soprattutto: quando si pongono forti restrizioni all’immigrazione regolare, aumenta quella clandestina e viceversa: “in genere – ha concluso – a fronte di una riduzione del 10% dell’immigrazione regolare, quella illegale aumenta dal 3 al 5%”. Il mandato quadriennale di Boeri scade alla fine dell’anno. Al suo posto, scrive oggi il Messaggero, potrebbe andare il parlamentare della Lega Alberto Brambilla.

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