Economia

I tecnici danno torto a Toninelli sulla revoca della concessione ad Autostrade

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È stata pubblicizzata come il via libera al governo per togliere le concessioni ad Autostrade, ma la relazione dei tecnici del ministero delle Infrastrutture sul Ponte Morandi consiglia invece non di revocare ma di rivederla. La concessione ad Autostrade è “revocabile senza penali”, ma c’è anche un alto rischio contenzioso che aprirebbe uno spiraglio per una soluzione alternativa: la revisione della concessione.  La relazione osserva che Atlantia, in caso di contenzioso, «potrebbe ottenere sia il valore totale della concessione che un importo ulteriore per danno di immagine» e quindi «consiglia» di trovare un accordo. Sarà per questo che il ministro Di Maio ieri ha aperto a una soluzione per Autostrade smettendo di puntare sulla revoca della concessione?   Spiega il Corriere

Toninelli però per ora tira diritto e ritiene che le concessionisiano da revocare integralmente. Non soltanto quelle riguardanti il tratto ligure: «È venuto totalmente meno — ha detto — il rapporto di fiducia nei confronti di un  concessionario che si è dimostrato incapace di gestire un bene pubblico».

E dunque, «questo deve portare a un’evidente revoca della concessione perché le relazioni fanno capire come il modello manutentivo applicato al Ponte Morandi di Genova sia lo stesso applicato su tutti i 3.000 chilometri» gestititi dalla società. Fonti del Mit fanno sapere che Autostrade ha investito pochissimo nella manutenzione, «440 mila euro dal 2005 a oggi» mentre nella fase pre-privatizzazione la spesa media era di «1,3 milioni l’anno».

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Il costo delle autostrade in Europa (Corriere della Sera, 28 agosto 2018)

Il tema della revoca della concessione però non è il solo che sta dividendo l’esecutivo. Icapigruppo leghisti di Camera e Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, ieri hanno indirizzato un secco richiamo al ministro Toninelli:

Tema, l’alta velocità ferroviaria Brescia-Padova. Sul completamento della linea, scrivono idue parlamentari, «ci aspettiamo in tempi brevi l’avvio dei lavori, senza ulteriori tentennamenti». Questo perché «dopo mesi di annunci e promesse sulla fattibilità dell’opera e dopo l’analisi costi-benefici da parte del ministero delle Infrastrutture dobbiamo però constatare come l’opera sia sparita dai radar». La diffida dei due capigruppo è stata direttamente ispirata da Matteo Salvini che, dando seguito alle ire del governatore veneto Luca Zaia, intende ricordare ai 5 Stelle che la partita dello sviluppo non può permettersi di ristagnare.

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