Opinioni

Il M5S e l'honestàh percepita

@dipocheparole|

luca lanzalone virginia raggi stadio della roma

Oggi la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per 15 persone nell’ambito dell’inchiesta sul nuovo stadio della Roma. Oltre a Luca Parnasi ci sono i nomi dell’ex vicepresidente del Consiglio della Regione Lazio, Adriano Palozzi, dell’ex assessore regionale del Partito Democratico, Michele Civita, del capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale Davide Bordoni e del soprintendente ai beni culturali di Roma, Francesco Prosperetti.

E nell’ambito della richiesta ci sono due notizie che riguardano Giampaolo Gola e Fabio Serini. Ovvero per altri due nominati dal MoVimento 5 Stelle dopo Luca Lanzalone, inopinatamente diventato presidente di Acea per meriti conquistati sul campo, ovvero per aver chiuso l’accordo sullo Stadio della Roma a Tor di Valle.

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Giampaolo Gola è l’ex assessore allo Sport del X Municipio di Ostia (giunta Di Pillo, M5S). Nel testo dell’ordinanza di custodia cautelare si legge che Gola, in qualità di pubblico ufficiale in quanto assessore allo sport del Municipio X, sfruttando le relazioni esistenti con Paolo Ferrara, presidente del gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle al Comune di Roma oggi autosospesosi dal M5S, “si faceva indebitamente promettere da Luca Parnasi, presidente del consiglio di amministrazione di Eurnova SRL, a titolo di prezzo della propria mediazione illecita nei confronti di Ferrara un incarico lavorativo presso l’A. S. Roma, presso il Coni o in subordine presso la società Ampersand riferibile al Parnasi”. Perché, come gli spiega candidamente Parnasi, gli servono persone che abbiano una conoscenza del mondo a 5 Stelle, perché vuole sviluppare delle entrature e pare che con gli uomini di Ostia (lui e Ferrara) abbia trovato il modo giusto per infilarsi nel M5S. Il tutto accade sotto gli occhi dei paladini della legalità e dell’onestà, che nemmeno sembrano rendersi conto del fatto che stanno finendo in un gioco molto pericoloso e molto più grande di loro.

Fabio Serini invece è stato nominato dalla Giunta Raggi presidente dell’Ipa, l’ente di previdenza dei dipendenti comunali, ed ex commissario giudiziale nella procedura per il concordato preventivo dell’Aamps di Livorno, l’azienda dei rifiuti della cittadina toscana. Il decreto di perquisizione disposto dal pm Barbara Zuin afferma che a Livorno Serini sarebbe stato corrotto per esercitare le sue funzioni di commissario dell’azienda rifiuti e nominare proprio Lanzalone nella procedura di concordato della Aamps. In cambio di quella nomina, Lanzalone sarebbe «intervenuto presso il sindaco Virginia Raggi», facendolo nominare commissario straordinario dell’Istituto di previdenza dei dipendenti comunali e «per la proroga di detta nomina alla scadenza annuale». Nel giro di favori reciproci Serini ha poi ricambiato l’amicizia, dando almeno due incarichi allo studio di Lanzalone e, in particolare, al suo socio Luciano Costantini. Per loro due la procura ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato che si aprirà il mese prossimo. Le accuse vanno dalla corruzione al traffico di influenze illecite. Ora deciderà il gip se disporre o meno il giudizio immediato. Nell’attesa sarà interessante sapere se il partito che chiedeva le dimissioni per un avviso di garanzia per abuso d’ufficio quando a governare erano gli altri smetterà di raccontare che l’inchiesta Parnasi non lo riguarda. Come per l’umidità, anche qui è tutta una questione di onestà percepita.