Economia

Spoils system: le nomine dei giallorossi nelle Authority e nelle società partecipate

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giuseppe conte luigi di maio

Ci sono 400 nomine nelle società partecipate e nelle Authority che attendono il governo M5S-PD:  già a gennaio saranno designati i primi nomi di peso. Ma resta l’enorme impasse per le Autorità di garanzia.  Repubblica oggi pronostica il ritorno di Ernesto Maria Ruffini per le Entrate, l’arrivo di Alessandra Dal Verme per quella del Demanio e la riconferma di Benedetto Mineo all’Agenzia Dogane e Monopoli.

Spoils system: le nomine dei gialloverdi nelle Authority e nelle società partecipate

In ogni caso di nomine ne mancano ancora molte e il 2020 sarà l’anno decisivo. Spiega oggi Carmelo Lopapa:

Il governo invece è nella palude per Garante per la Privacy e Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom). Entrambe scadute da mesi, stanno procedendo in regime speciale di proroga fino al 31 dicembre. Lo stallo è totale, in assenza di una intesa politica soprattutto nella maggioranza. E nei giorni scorsi è filtrata tutta la preoccupazione del Colle per il vuoto che rischia di generarsi nei due organismi di controllo.

Per l’Agcom la designazione spetta al premier (da sottoporre al voto poi in Parlamento). In corsa, Roberto Garofali, magistrato, ex capo di gabinetto del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, Claudio de Vincenti, docente alla Sapienza e già ministro per la Coesione e il Mezzogiorno, ed Enzo Roppo, giurista, docente all’Università di Genova. Per la Privacy, carica ad appannaggio delle opposizioni, avanza a grandi falcate il senatore ed ex ministro berlusconiano Ignazio La Russa, oggi Fratelli d’Italia. Tutta la destra convergerebbe sul veterano che è pronto a lasciare il Parlamento per la ben più longeva e remunerativa carica.

nomine governo
Le authority e le agenzie: le nomine (Repubblica, 29 dicembre 2019)

Il problema però, come spiega oggi Sergio Rizzo, è che dalle Authority ad Inps e Anas, governo e maggioranza hanno la possibilità di cambiare molti ruoli di vertice ma non ci riescono perché non riescono a trovare un accordo.

Un po’ quello che è già successo con le due Autorità indipendenti, il Garante della privacy presieduto dall’ex parlamentare del Pd Antonello Soro e l’Agcom guidata da Angelo Marcello Cardani, i cui collegi sono scaduti ormai dalla scorsa estate. Con la differenza che in questo caso le nomine non sono di competenza direttamente del governo ma del Parlamento: tranne quella del presidente dell’Agcom per cui la proposta spetta al presidente del Consiglio d’intesa con il ministro dello Sviluppo economico. Ma anche qui i partiti non si mettono d’accordo. Non c’erano riusciti con la precedente maggioranza gialloverde, né ci riescono ora con la tonalità giallorossa.

Per non parlare dell’Anas, dove l’amministratore delegato nominato appena un anno fa, Massimo Simonini, è sulla graticola. Al suo posto sembrava destinato Ugo Dibennardo, dirigente interno che già avrebbe potuto spuntarla nell’occasione precedente e ora ha di fronte la concorrenza di Cristiano Cannarsa. È l’amministratore delegato della Consip descritto da molti osservatori come manager di stretta osservanza renziana, consorte di Catia Tomasetti, avvocato partner dell’affermato studio legale BonelliErede nonché presidente della Banca centrale di San Marino, che l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino aveva nominato presidente dell’Acea.

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