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Sondaggi, con il Rosatellum il PD arriva dopo M5S e Berlusconi

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Nando Pagnoncelli torna a pubblicare sul Corriere della Sera oggi un sondaggio sui risultati elettorali con il Rosatellum, che prevede una quota proporzionale e una maggioritaria. Il sondaggio riepiloga la simulazione degli effetti rispetto ai risultati alle urne preconizzati una settimana fa: con questi numeri il centrodestra risulterebbe avere complessivamente 281 seggi (sommando scranni provenienti dai collegi uninominali e dal proporzionale), seguito dal M5S con 158 deputati, dal Pd con 151,e da Liberi e uguali con 27 seggi tutti provenienti dal proporzionale. Alternativa popolare al momento non raggiunge la soglia di sbarramento e non è stata considerata, a differenza delle altre volte, come alleata del Pd, tenuto conto delle divisioni che attraversano la formazione. La quota da raggiungere per la maggioranza è di 316 seggi, ma nel computo totale non sono compresi i seggi di Valle d’Aosta e la circoscrizione estera. C’è anche da segnalare che con questi numeri un’eventuale maggioranza M5S + Pd + LeU avrebbe un buon margine di maggioranza alla Camera (le simulazioni per il Senato sono più difficili).

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Sondaggi, l’effetto Rosatellum sui risultati possibili (Corriere della Sera, 20 dicembre 2017)

Gli andamenti, spiega Pagnoncelli, premiano con evidenza il centrodestra che, rispetto alle stime di poco più di un mese fa, guadagna 29 seggi, a scapito dei 5 Stelle (che ne perdono 15) e del Pd (che ne perde 13), mentre Liberi e uguali ne guadagna 3, anche grazie al mancato ingresso in Parlamento di Alternativa popolare.

Il centrodestra guadagna qualche seggio nel proporzionale (5 in totale), ma ben 24 nel maggioritario. Il calo di Pd e M5S infatti fa sì che una parte dei collegi cosiddetti marginali, cioè dove le distanze sono ridotte, passi da queste formazioni al centrodestra, in particolare al Sud, sottraendoli soprattutto ai pentastellati le cui perdite sono appunto concentrate nel maggioritario. Ma il dibattito di questi giorni è incentrato sulla possibilità che la coalizione di centrodestra arrivi alla maggioranza assoluta, grazie alla «soglia implicita» del 40%.
In realtà questa ipotesi al momento parrebbe di non facile realizzazione. I calcoli sono semplici. Per avere la maggioranza alla Camera occorrono 316 deputati. La coalizione (o la forza politica) che ottiene il 40% si porta circa 160 deputati dalla quota proporzionale. Per arrivare alla maggioranza occorrono ancora 156 deputati. Che corrispondono a circa il 68% dei deputati eletti con il sistema uninominale (231, escludendo la Valle d’Aosta). Infine va notato che i conflitti degli ultimi giorni e le polemiche sempre più marcate tra Salvini eB erlusconi non giovano alla coalizione.

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