Politica

Sondaggi Euromedia Research, la crisi della Lega e di Salvini

Il centrodestra è maggioranza, ma le differenze di peso all’interno della coalizione sono palpabili: il Carroccio perde l’1,6% dei consensi mentre Fratelli d’Italia (+1,4%) e Forza Italia (+0,8%) ne guadagnano

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Il sondaggio di Euromedia Research illustrato oggi da Alessandra Ghisleri su La Stampa dice che oggi il centrodestra unito nelle intenzioni di voto è ancora la prima alleanza del paese sfiorando il 47,4% dei consensi con la Lega di Salvini primo partito con il 24,9% dei voti verso un’area di governo che raggiunge il 41,5%. Ma le differenze di peso all’interno della coalizione sono palpabili: il Carroccio perde l’1,6% dei consensi mentre Fratelli d’Italia (+1,4%) e Forza Italia (+0,8%) ne guadagnano. Dall’alta parte della barricata festeggia solo il MoVimento 5 Stelle (+0,2%) mentre il Partito Democratico (-0,3%) e Italia Viva (-0,5%) soffrono insieme agli altri “piccoli” della coalizione.

Oggi il 58,9% degli elettori italiani è convinto che Lega e Salvini stiano vivendo un periodo di crisi e tra questi il 61,5% -che si traduce nel 36,2% sul dato nazionale- crede che si tratti di una crisi irreversibile, di una discesa infinita che, visti i numeri, porterebbe ad uno scossone dentro il panorama politico nazionale – se dovesse concretizzarsi. Questo pensiero, se è scontato trovarlo anche sotto forma di speranza nelle aree del centro sinistra e del Movimento 5 Stelle appare più evidente tra le file degli alleati di coalizione e tra 1 elettore su 3 della stessa Lega. Ora l’interpretazione potrebbe essere dubbia tra l’augurio dei tifosi avversari e la consapevolezza dello smarrimento dei propri supporter.

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Il sondaggio di Euromedia Research (La Stampa, 5 agosto 2020)

Tuttavia mentre si discute della sua situazione nei sondaggi ciò che emerge è proprio lo scetticismo verso tutte le forze politiche e i loro leader: il 39,5% dei cittadini è ancora indeciso sulla sua scelta di voto. Le metamorfosi e i «cambi di casacca» di certo non aiutano. Dalle ultime elezioni del 2018  i traslochi, tra Camera e Senato, superano il 10% degli eletti–sorpassano cioè le 100 unitàe solo 1 in fuoriuscita dalla Lega. Un malessere all’interno  dei palazzi che sottolinea una volta di più lo scostamento tra la rappresentanza dell’emiciclo e quella della strada. Ad ogni trasferimento si dà l’avvio ad un nuovo giro di valzer e a nuove vane speranze. Le trasformazioni nella scelta  del partito sono oggi sempre sull’onda di una novità che possa essere portatrice di una situazione migliore e di un buon programma, presentato con carisma…

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