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Il soccorso di MDP al M5S in Sicilia

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In Sicilia a breve si vota per il rinnovo dell’Assemblea Regionale Siciliana e il nuovo governatore. Il MoVimento 5 Stelle ha già un suo candidato, Giancarlo Cancelleri, anche se sulle sue liste pende il pericolo dei ricorsi giudiziari. Il centrodestra e il centrosinistra invece non hanno ancora trovato un proprio candidato da contrapporre.

Il soccorso di MDP al M5S in Sicilia

E mentre il Partito Democratico va verso un’alleanza con Angelino Alfano, alla sua sinistra si ragiona sulla possibilità di dare un appoggio esterno all’eventuale governo M5S. In Sicilia vince il candidato presidente più votato e in quel caso scatta un premio del 10% di consiglieri. Per avere la maggioranza all’ARS occorre dunque superare il 40%. Ad oggi nessuno sembra avere questo consenso. Sull’isola MDP ha scelto di distaccarsi da Pd e Ap anche a costo di una ulteriore tensione con Giuliano Pisapia. Racconta Andrea Carugati oggi sulla Stampa:

«E’assai probabile che nessuno, il 5 novembre, abbia la maggioranza all’Assemblea regionale siciliana. Dunque i nostri eletti avranno un forte peso specifico. Vedremo cosa proporrà il Pd, in caso di vittoria. Ma anche il M5S. Li sfideremo sulle idee, pronti a votare le cose che ci convincono». Il ragionamento è di Erasmo Palazzotto, deputato e uomo forte di Sinistra italiana in Sicilia.
Per il partito di Fratoianni e Vendola, le elezioni nell’isola sono una prova generale delle prossime politiche: ci sarà una lista comune con Mdp e Possibile di Civati, aperta anche ad altre frange della sinistra.

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Anche in caso di vittoria del candidato di centrosinistra, che sembra essere il rettore Fabrizio Micari, MDP medita un appoggio esterno anche se il primo problema sarà superare il 5% della soglia di sbarramento. «Non escludo che i nostri possano votare proposte di un eventuale governo M5S», dice Davide Zoggia. «Ma non si tratta di uno schema nazionale: fino all’ultimo in Sicilia abbiamo cercato di tenere insieme il centrosinistra».

Musumeci in pole per il centrodestra

Per il centrodestra invece ormai Berlusconi sembra essersi piegato alla candidatura di Nello Musumeci. Il patto siglato prevede un ticket Musumeci-Armao. Con il primo, l’ex An, a guidare la coalizione di centrodestra. E con il secondo, Armao, come vice, con la promessa di un paio di deleghe pesanti, come l’Economia e le Infrastrutture. Nel centrodestra ne sono quasi tutti convinti, ma chi dovrebbe fischiare la fine della partita per la scelta del candidato alla presidenza della Regione siciliana, cioè Gianfranco Miccichè, l’arbitro di questo incontro giunto ai supplementari, prende ancora tempo: “Sta prevalendo il buonsenso”, dice l’ex ministro, coordinatore di FI in Sicilia. Ho parlato con Musumeci, con Gaetano Armao (l’altro contendente, ndr) e con Berlusconi, e per questo dico che prevarrà il buonsenso, ma non c’è nulla di ufficiale”.

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Armao e Cancelleri (Corriere della Sera, 28 agosto 2017)

Se Miccichè si affida alla prudenza, tra gli esponenti azzurri all’Assemblea regionale c’è chi da per scontato il ticket Musumeci-Armao. Il più esplicito è Riccardo Savona: “L’annuncio arriverà nei prossimi giorni”; ma anche il capogruppo Marco Falcone sposa la linea e parla della ritrovata unità come di un “progetto arioso” che pone fine alle ostilità tra l’ala rappresentata da Lega e Fdi (sostenitrice di Musumeci) e quella di FI, schierata con Armao, sia pure con qualche distinguo.