Politica

Sergio Pirozzi si candida anche contro il centrodestra

sergio pirozzi

«Sergio Pirozzi? Non conosco lui e non conosco i suoi programmi»: Silvio Berlusconi nell’intervista rilasciata ieri al Messaggero era stato categorico, ma questo non ha cambiato molto le convinzioni del sindaco di Amatrice: ieri ha presentato il simbolo e la sua lista civica con cui proverà, per il momento da solo, a espugnare la Pisana. Se alla fine Berlusconi, Meloni e Salvini si accoderanno bene, altrimenti pazienza: lui è della partita e intende restarci. Forte di un consenso personale che soprattutto a livello gentista può far paura e prendere voti alle altre forze in campo, ovvero non solo il centrodestra ma anche il MoVimento 5 Stelle che è in pista con Roberta Lombardi. E chissà che alla fine i suoi voti non risultino decisivi, sì, ma per la riconferma di Nicola Zingaretti a governatore della Regione Lazio.
sergio pirozzi matteo salvini
E per essere ancora più chiaro ieri Sergio Pirozzi ha anche fatto sapere che non è più iscritto a Fratelli d’Italia, il partito che lo applaudiva con Giorgia Meloni ai tempi del terremoto ma dal quale, secondo le sue parole “carpite”, era stato in seguito ostacolato con l’accusa di non avere frequentazioni “di livello” per poter puntare a via della Pisana.  «Io non mi candido per bramosia di potere ma per ridare voce ai territori terremotati da anni», scandisce. Perciò ha scelto la poltrona da governatore: «Per incidere sulle decisioni, quando vinceremo, e sono sicuro che vinceremo, finora è sempre andata così, sono un uomo fortunato». Per questo ha rifiutato un posto da senatore che gli avrebbero offerto in cambio del ritiro della candidatura alla Regione Lazio. E per questo ignora le provocazioni di Francesco Giro, esponente di Forza Italia, ovvero l’unico partito che ha osteggiato apertamente la sua candidatura: «Pirozzi arriverà quarto e forse non verrà neppure eletto. Allora mi chiedo perché sta facendo tutto questo?».