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La faccia di Salvini quando Carofiglio fa a pezzi il suo “metodo” di comunicazione in tv

Carofiglio ha spiegato in poche parole perché è difficile scalfire il Capitano quando va in tv: niente di quello che fa sembrare Salvini un tenero cucciolotto in balia di belve feroci è spontaneo ma sarebbe solo l’esecuzione di un manuale di comunicazione politica in uso dalla destra americana

salvini da floris video carofiglio comunicazione tv 1

Ieri Matteo Salvini a Dimartedì è stato intervistato da Concita De Gregorio e Gianrico Carofiglio. E proprio Carofiglio ha spiegato in poche parole perché è difficile scalfire il Capitano quando va in tv, perché non risponde mai alle domande ma utilizza a oltranza i suoi slogan senza dire mai niente nel merito. Partiamo dalla fine. Come sempre quando viene intervistato in un ambiente televisivo che lo può mettere in difficoltà, Salvini dopo essere andato da Floris ha pubblicato sui social un post in cui ha parlato della “bella pazienza” che ci vuole:

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Il Capitano da valoroso leader si trasforma per l’occasione in agnello sacrificale nelle grinfie dei perfidi giornalisti, in abbacchio insomma. Ma, come spiega Carofiglio a Dimartedì, non è un caso. Lo scrittore per l’occasione ha citato un articolo del New York Times del febbraio scorso “Why Matteo Salvini Wouldn’t Mind Being Prosecuted“, in cui si parlava di come il leader della Lega avrebbe potuto sfruttare mediaticamente il processo Open Arms. Il quotidiano definisce “Mr. Salvini, an expert in political victimization, with a powerful issue to rally his base”. Fa parte della stessa strategia lo scuotere la testa sconsolato durante le domande scomode, cosa che il Capitano fa spesso in tv ‘ quando si trova alle strette, un po’ come se dicesse “Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno”. Insomma niente di quello che fa sembrare Salvini un tenero cucciolotto in balia di belve feroci è spontaneo ma sarebbe solo l’esecuzione di un manuale di comunicazione politica in uso dalla destra americana, spiega Carofiglio. E Salvini in effetti quando ascolta quello che gli dice lo scrittore fa una faccia che è un po’ meno da agnello e un po’ più da uno che è stato scoperto con le mani nella marmellata:

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